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Studenti Unimc, siete pronti a partire?

15-12-2009

di Marco Luzzi

In questo periodo di crisi la mobilità europea rappresenta quell’opportunità che può fare la differenza nella vita di un giovane: gli studenti universitari, poi, godono di una condizione del tutto privilegiata, di cui spesso non sono nemmeno consapevoli.

Il Cri(Centro Rapporti Internazionali), in collaborazione con le associazioni che si occupano di questo tema, ha organizzato un incontro in Aula Magna per informare gli studenti (ma non solo) di tutti i vantaggi che il sistema d’ateneo offre a chi desidera fare un’esperienza all’estero.

Innanzitutto c’è il sistema di educazione formale: si parte dal familiare progetto Erasmus, per trascorrere un periodo di studio presso un’università straniera convenzionata, che poi si affina e diventa Placement quando consente al richiedente di presentare il progetto di un’attività lavorativa (che sarà retribuita) da svolgere in impresa, per finire quindi con il Leonardo, rivolto a chi è già laureato e desidera essere temporaneamente assunto in una realtà aziendale dell’Unione. È importante sapere che quello formale è un “sistema a imbuto”: partire in Erasmus è facilissimo (basti pensare che quest’anno è stata assegnata solo la metà delle borse disponibili), per avere il Placement occorre invece sudare un po’ di più su un progetto che convinca i partner e così via.

Molti non vogliono partire perché la giudicano una perdita di tempo, ma la formazione extracurricolare, specie in campo linguistico, significa anche una scelta lavorativa più ampia, un privilegio rarissimo di questi tempi (in cui spesso di scelta non ce n’è nemmeno una): al Cri si rivolgono sovente le aziende del territorio marchigiano per avere le liste dei laureati che hanno avuto un’esperienza in quel tale paese, verso il quale magari hanno deciso di puntare per l’export.

Alla formazione formale va affiancata quella non formale, ovvero il volontariato e la formazione professionale. Sono possibilità aperte a tutti, a prescindere dal titolo di studio, si diversificano a seconda del periodo che si intende trascorre all’estero e del tipo di esperienza che si desidera fare:
Servizio Civile Europeo: è un progetto annuale di cooperazione (2 mesi in patria e 10 all’estero) rivolto ai giovani dai 18 ai 30 anni. Chi partecipa riceve un rimborso mensile di 433 euro e una diaria di 15 euro al giorno, non paga il viaggio di andata e ritorno e può usufruire di 20 giorni di permesso e 15 di malattia retribuiti (per maggiori informazioni http://www.gus-italia.org/) .
Servizio Volontario Europeo: una possibilità di formazione presso un ente no profit per un periodo che può variare dai 6 ai 12 mesi, per chiunque abbia dai 18 ai 30 anni. Con lo Sve si gode di un ventaglio ampissimo di opportunità (i progetti sono centinaia, in tutti i campi) e di massimo supporto, ricevendo gratuitamente informazioni, viaggio, vitto e alloggio, assicurazione, accesso ai trasporti locali, formazione, servizio tutor, pocket money (una forma di liquidità mensile) e Certificato Europeo al termine dell’esperienza. Per saperne di più: http://www.uniser.net/.
Scambio Giovanile: un’esperienza piuttosto breve (dai 6 ai 21 giorni) di vita in comune, una possibilità di confronto interculturale, rivolta ai giovani di età compresa fra i 13 e i 25 anni. Il richiedente ha il solo onere di contribuire al 30% delle spese di viaggio, può essere organizzato anche da gruppi di giovani che non sono parte di un’associazione ed è l’unica esperienza che può essere ripetuta più volte nella vita (a differenza delle altre due). Per info: http://stradedeuropa.blogspot.com/.

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