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Studenti di etica applicata senza confini

04-05-2011

di Cristiana Lauri

Sono ormai prossimi alla partenza per Lovanio gli studenti che partecipano alla prima edizione dell’International program in applied ethics.

Il programma, avviato nel primo semestre di questo anno accademico, consiste in un ciclo di seminari nel campo dell’etica applicata tenuti in lingua inglese e coinvolge docenti e studenti dell’Università di Macerata, dell’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) e dell’Università Radboud di Nimega (Paesi Bassi). Le venti ore di lezione sono state suddivise in quattro seminari: etica ambientale con il Prof. Ulrich Melle, etica legale con il Prof. Marcel Becker, etica delle migrazioni con il Prof. Antoon Vandevelde ed etica economica con la Prof. Benedetta Giovanola, coordinatrice del Progetto per l’Università di Macerata.

Gli studenti dovranno elaborare un “paper”, di circa venti pagine, nel quale approfondire gli argomenti trattati in uno dei seminari seguiti. L’intero progetto arricchirà di 12 cfu i curricula dei partecipanti.

Il seminario conclusivo si svolgerà a Lovanio nei giorni 5 e 6 maggio. In questa occasione ogni studente presenterà il proprio lavoro in presenza di tutti i docenti e gli studenti coinvolti nel Progetto.

Cittateneo ha intervistato alcuni studenti che hanno sottolineato le novità di questa nuova esperienza che l’Università offre.

Il metodo seminariale e la sfida della lingua inglese

Il progetto mi ha permesso, in primo luogo, di mettermi alla prova con un metodo di apprendimento diverso, non frontale, ma seminariale, che implica una necessaria interattività tra docente e studente; in secondo luogo, mi ha consentito di "allargare le mie vedute" e soffermarmi su aspetti della disciplina che studio, sui quali la didattica ordinaria non può soffermarsi se non per cenni. Nel mio specifico caso ho scelto di trattare un tema, nell'ambito dell'etica legale, appunto perché più affine al mio corso di studi” spiega Martina Marinangeli, studentessa al terzo anno di Giurisprudenza. “Se dovessi dare una valutazione al lavoro svolto sino ad oggi direi soddisfacente al punto da smentire le mie iniziali preoccupazioni relative all'ostacolo rappresentato dalla lingua e ad una disciplina del tutto nuova, l'etica applicata” continua Martina.

“E' un'opportunità per un arricchimento polivalente” conferma Tommaso Giri, studente al terzo anno di Filosofia, “sul piano della lingua inglese, costringe ad un suo approfondimento a tutti i livelli (comprensione, scrittura, interazione); invita ad approcci docente-allievo rari nelle Università italiane, ovvero quelli in stile seminariale, permettendo poi la corrispondenza col docente straniero nelle fasi della creazione del lavoro di ricerca; dà la possibilità per un'attività di ricerca in campi tematici di forte attualità, richiedendo al tempo stesso capacità critica e di organizzazione sintetica. Ho scelto il tema del seminario relativo all'ambiente naturale e ai problemi in cui questo sta incorrendo con l'umanità tutta. Così ho pensato potesse essere interessante approfondire una "nuova" visione del rapporto uomo-natura, quella del costruttivismo sociale” conclude Tommaso.

Temi “globali” e interdisciplinarietà

“ Il seminario del Prof Vandevelde sull'Etica delle Migrazioni è stato interessante e proficuo. La comprensione di un fenomeno antico ma attualissimo come quello delle migrazioni è stata facilitata dai testi numerosi e interessanti che il professore ci ha fornito. In particolare, ho apprezzato la trattazione del tema dei confini e delle barriere, che trascende l'ambito strettamente etico-filosofico per collegarsi a problemi di giustizia globale e politiche internazionali” rivela Valeria Marchetti, studentessa al terzo anno di Lettere Classiche.

 

Quello che più ho apprezzato di queste lezioni è stata l'interdisciplinarietà dei seminari che mi ha permesso di approfondire argomenti che si discostavano dal mio percorso di studi ma non per questo meno interessanti e attuali. Ho scelto, infatti, di incentrare il mio lavoro di ricerca sul pensiero di un filosofo nonostante io studi giurisprudenza” conferma Lucrezia Lorenzini. “Inoltre sono molto entusiasta dell'opportunità che ci verrà data di poter vivere per qualche giorno in una realtà universitaria straniera che ci permetterà di entrare in contatto con studenti di altre nazioni e culture”.

Il confronto con docenti e studenti di altre Università e la sfida di mettersi alla prova con la lingua inglese non è più un limite ma, al contrario, la spinta per affrontare nuove esperienze. Non ci resta ora che augurare buon viaggio ai ragazzi. Cittateneo seguirà il progetto a Lovanio e tornerà per tenervi aggiornati!

 

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