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SPECIALE ORIENTAMENTO. Scienze politiche: ci siamo

21-10-2008

di Donato Gualtieri

In occasione della “Giornata delle Matricole”, si è tenuta nell’Aula Abside la presentazione dell’offerta didattica della Facoltà di Scienze Politiche. Lo spirito di disponibilità e apertura che ha accompagnato questo incontro conferma quanto promesso dallo slogan ideato per il battage pubblicitario della Facoltà: ci siamo.

E, allora, chi c’era a fornire utili indicazioni alle matricole? In prima fila il preside della Facoltà, il Francesco Adornato, supportato da Beatrice Ilaria Bonafé, docente di materie internazionalistiche, e da Vincenzo Lavenia, titolare del corso di storia moderna. Accanto a loro, Fiorella de Ciocchis della segreteria di Facoltà e due rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Facoltà, Riccardo Bonacucina e Davide Principi.

Il Preside ha sottolineato due peculiarità della Facoltà e, più in generale, dell’ateneo maceratese: l’essere una università a misura d’uomo, con una rilevante cura dei rapporti internazionali. Cura che diviene decisiva per una Facoltà da sempre e naturalmente orientata “oltre i confini” come è Scienze Politiche. Tale modus operandi è confermato dalla multidisciplinarietà che connota i corsi di studi della Facoltà e che si pone l’obiettivo di fornire agli studenti un orizzonte formativo molto ampio, insieme agli strumenti necessari ad interpretare i fenomeni più importanti della nostra epoca.

Un particolare risalto è stato dato alle prospettive lavorative dei laureati in Scienze Politiche, che spesso trovano occupazioni adeguate alle proprie aspettative in enti pubblici, ma anche in organizzazioni internazionali e in organismi non governativi. Nella sua conclusione, il preside ha evidenziato altri aspetti che rendono Scienze Politiche una Facoltà al passo con i tempi: l’alta percentuale di giovani e donne all’interno del corpo docente e l’offerta di attività extra-curriculari di particolare rilievo (il progetto Nmun, che dà agli studenti più meritevoli la possibilità di partecipare alla simulazione dei lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu, e i seminari con esperti e studiosi di tutto il mondo).

La professoressa Bonafé ha illustrato una delle novità dell’anno accademico: il test di ingresso introdotto dalla recente riforma ministeriale. Tale test, che non costituisce il classico “sbarramento” delle Facoltà a numero chiuso, è rivolto agli studenti che hanno ottenuto, al diploma, un voto inferiore ai 70/100 ed è finalizzato a valutare le conoscenze di partenza e colmare le eventuali lacune negli ambiti di studio contemplati (cultura generale, conoscenze storiche, conoscenze matematiche…). Inoltre, per gli studenti stranieri, è prevista una prova volta a valutare la conoscenza della lingua italiana presso il Centro Linguistico di Ateneo (Cla).

L'intervento del professor Lavenia, incentrato sull’importanza della conoscenza della storia come strumento per “fare memoria” , ma, soprattutto, per preparare il futuro, è stato seguito dalle parole dei rappresentanti degli studenti, che hanno a più riprese indicato nella disponibilità dei professori e nella cura dei rapporti internazionali i punti di forza della Facoltà e hanno incoraggiato le matricole alla frequenza per approfondire le tematiche affrontate sui libri.

L’incontro, chiuso dalle spiegazioni “tecniche” di Fiorella De Ciocchis sulle modalità di immatricolazione, ha lasciato molto soddisfatti i giovani neo-diplomati che si affacciano alla realtà universitaria. “Ora sono proprio convinta”, sono state le parole carpite ad una ragazza che usciva dalla sala.

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