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di Francesco Barbabella
Si chiama Rum, acronimo di Radio Università di Macerata, ma pare che non debba essere usata con moderazione. È l’ultimo mezzo di comunicazione nato in seno all’Università e già attivo: nel mese di giugno è stato messo online il primo programma in versione podcast, legato al Musicultura Festival.
Il progetto di avviare una radio universitaria a Macerata risale più o meno a due anni fa, quando a proporre l’idea fu un gruppo di studenti. Ad oggi, sono stati realizzati dei locali appositi per la radio, ospitata nella Facoltà di Scienze della comunicazione, e i ragazzi della redazione hanno già avuto modo di lavorarci da diverse settimane (la radio si può trovare a questo sito: www.unimc.it/rum). Dopo questa fase di avvio, è previsto un progressivo aumento dei programmi trasmessi a partire da settembre.
Abbiamo intervistato il professor Gennaro Carotenuto, docente di Storia contemporanea e Storia del giornalismo, nonché responsabile del progetto Rum, per scoprire qualcosa di più su questa neonata radio universitaria.
Rum è una web radio, ossia una radio che sfrutta le potenzialità di Internet per le sue trasmissioni. Quali pensa siano i vantaggi e gli svantaggi di gestire una web radio piuttosto che un canale diffuso in analogico via etere?
Dal punto di vista tecnologico, come avrebbe detto Nicholas Negroponte, siamo al 100% digitali, e trasmettendo via Internet possiamo essere ascoltati da qualunque angolo del pianeta a costi per noi molto bassi. È evidente che andare in etere vuol dire radicarsi nel territorio in un contesto completamente diverso, per costi, licenze e necessità di servizio.
Come docente, lei ha diversi insegnamenti legati alla storia contemporanea e alla storia del giornalismo e dei nuovi media. Pensa che l'informazione giornalistica possa essere l'elemento caratterizzante di una radio universitaria?
È necessario, anche se rappresenta la sfida più complessa da vincere perché l’informazione giornalistica (ancora più di quella leggera) ha bisogno di continuità e competenze. In collaborazione con il nostro Master in Giornalismo partecipativo ho invitato a star vicine alla radio redattrici del giornale Radio Rai come Alma Grandin e Cecilia Rinaldini che insegnano nel Master. Ma, mentre per acquisire le competenze per realizzare un format “leggero” sono sufficienti tempi medi (alcuni mesi o al massimo un anno), per il lavoro giornalistico evidentemente i tempi e l’impegno si allungano.
La redazione di Rum è composta da ragazzi selezionati da tutte le facoltà dell'Ateneo. È stato realizzato un piano editoriale a cui gli studenti dovevano attenersi o è stata lasciata loro la libertà di autogestirsi?
La prima redazione è stata formata attraverso una vera selezione, che voleva produrre un nucleo stabile. Adesso ci stiamo muovendo in una direzione modulare. Chi ha idee e competenze può proporre un format e, se approvato e in grado di camminare sulle proprie gambe, può passare alla fase di realizzazione. Può già farlo scrivendo a me o al nostro tutor, Giorgio Cipolletta (tutor.radio@unimc.it).
Qual è l'immagine della radio che si vuole veicolare? Una radio con contenuti informali, fuori dagli schemi o con una forte impronta istituzionale?
Rum dovrà e potrà essere allo stesso tempo la radio degli studenti e la radio dei contenuti istituzionali e culturali prodotti dall’Università stessa. Su questi due canali, se saranno alimentati dalla collaborazione e la volontà di partecipare dell’Università tutta, la radio potrà diventare un punto di riferimento importante.
Quale può essere il valore aggiunto di una web radio promossa dall'Università e gestita dai suoi studenti?
Negli ultimi anni l’e-learning ha parzialmente dematerializzato e delocalizzato l’educazione universitaria. Per la comunicazione, giornalistica e non, sta accadendo qualcosa di simile in tutto il mondo. Perciò puntiamo molto sul podcast. I modelli di fruizione dei contenuti via Internet non possono essere incasellati in un’agenda stabile, una programmazione, una scaletta, ma passano attraverso percorsi originali, motori di ricerca, feed Rss e tutte le tecnologie telematiche più avanzate. In questo, una web radio è molto oltre, per concezione, ad una radio tradizionale. Non è importante sapere cosa trasmetteremo a mezzogiorno del tal mercoledì, ma costruire pezzo a pezzo una radioteca dalla quale il pubblico, da dentro e fuori Unimc, possa attingere quando vuole e come vuole, con l’Ipod, il computer o come preferisce.