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di Marco Fiori
Sara Polini si è laureata all'Università di Macerata in Scienze della formazione primaria ilo scorso anno con una tesi dal titolo "Genitorialità e differenze di genere nelle famiglie miste: tra negoziazioni e conflitti", nell’insegnamento Sociologia della famiglia. Il lavoro è stato seguito dalla prof. ssa Isabella Crespi. Su suggerimento di un'amica, ha partecipato al concorso per l’assegnazione del premio ‘Elisa Santolini’ sul Forum dell’Associazione delle Famiglie Numerose. Sara è stata contattata dagli organizzatori, che le hanno comunicato l’avvenuta assegnazione del premio. In occasione della Giornata internazionale della famiglia, il 15 maggio a Roma, le è stato consegnato il riconoscimento. Il tema affrontato nell’edizione 2010 è stato: “Famiglia a colori. Il futuro dell’Italia è interculturale”. Nel corso della giornata i vari partecipanti, i Presidenti delle Associazioni familiari italiane e i politici presenti, hanno dibattuto sulle tematiche inerenti la migrazione, l’impatto che essa ha sulle famiglie nel mondo e le problematiche legate all’intercultura.
Nella cerimonia di premiazione la Polini ha illustrato i contenuti della tesi ai partecipanti e in seguito l’onorevole Santolini le ha consegnato il premio complimentandosi per il lavoro svolto e per il prezioso contributo offerto alla cultura e in particolar modo alla ricerca sulla famiglia. Le abbiamo chiesto di illustrarci brevemente la tesi tanto apprezzata.
Il lavoro ha osservato la famiglia nell’ottica della sociologia relazionale che la vede come una relazione sociale di genere proprio, non fungibile da altre relazioni sociali. Alla luce dei profondi mutamenti che investono la famiglia e la società dal punto di vista culturale e in particolare per il profilo multietnico che assume in modo sempre più rilevante, è risultato utile e di particolare interesse entrare nelle dinamiche dell’incontro culturale attraverso quella sfera di relazioni orientate alla persona che è, appunto, la famiglia.
Attraverso un percorso di ricerca condotto su un campione di 37 coppie miste, è stata osservata la famiglia mista quale osservatorio privilegiato dell’incontro tra culture per rilevare come cambia il ‘fare famiglia’ nella mixtè culturale e quali forme assuma l’interazione e il confronto con l’altro. Al fine di comprendere tali dinamiche la diversità culturale è stata analizzata dal punto di vista del genere, della formazione dell’identità paterna e materna e dei processi di negoziazione che si attivano alla luce dei differenti riferimenti culturali.
L’esperienza e il lavoro di tesi si sono intersecati con la strada dell’insegnamento, a cui il Corso di laurea in Scienze della formazione primaria abilita e indirizza: a parere della laureata, il percorso svolto per elaborare la tesi ha costituito un notevole elemento aggiuntivo a livello professionale sotto una molteplicità di aspetti. In primo luogo la pianificazione e la strutturazione del lavoro ha richiesto competenze organizzative, sistematicità, rigore metodologico e criteri di analisi del materiale teorico e pratico che sono fattori essenziali e utili nella professione poiché ogni insegnante è chiamato a progettare, a elaborare e ricercare con cognizione, attenzione e ampio sguardo a tutte le componenti coinvolte. In secondo luogo il tipo di ricerca svolto mediante interviste autobiografiche le ha permesso di cogliere le problematiche familiari legate alla multiculturalità mettendo in luce le possibili difficoltà che i bambini stranieri devono affrontare nel processo di integrazione. Come la dott. ssa Polini ha affermato nella discussione dell’elaborato, nell’esperienza scolastica ha potuto verificare che molti elementi di diversità culturale con le relative strategie che la famiglie miste intervistate mettono in atto nell’intento di superarle, sono riscontrabili e positivamente applicabili nel contesto scolastico.
La realtà multiculturale investe la scuola in modo proporzionale alla società e gli insegnanti si trovano a dover gestire realtà in cui la diversità culturale richiede nuove strategie e metodologie per realizzare un’effettiva integrazione volta alla crescita di tutti i bambini nella reciproca valorizzazione. Il lavoro di tesi ha sicuramente aperto molte chiavi interpretative permettendole di cogliere necessità, urgenze e bisogni.
Il premio ricevuto le ha inoltre permesso di intervenire nella settimana della famiglia svolta nella sua città, Ascoli Piceno, e in particolare di partecipare attivamente in occasione di un evento volto a promuovere l’incontro tra famiglie immigrate e famiglie “autoctone”. In questa occasione, alla luce dell’esperienza maturata, ha potuto verificare ed esercitarsi nel dialogo multiculturale esponendo alcuni elementi rilevanti della ricerca in un’atmosfera di ascolto reciproco. Quest’ultimo infatti, quale elemento cardine dell’integrazione, è un mezzo indispensabile per ogni insegnante, chiamato ad istaurare un rapporto fruttifero con le famiglie degli alunni il cui contesto di vita, con le risorse e difficoltà connesse, non può essere trascurato nel processo di insegnamento/apprendimento.