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Nmun, un premio a 5 anni di lavoro e fatica

13-10-2009

di Donato Gualtieri

Uno dei progetti che maggiormente hanno contribuito a proiettare il nome dell’Università e, di conseguenza, del territorio di Macerata nel mondo è senza dubbio il Nmun  (National Model United Nations), la più grande simulazione di processi diplomatici al mondo che si tiene ogni anno presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York. Già, proprio dove in questi giorni vi sarà capitato di vedere o sentire i discorsi di Barack Obama o dell’iraniano Ahmadinejad…

Finalmente, il 15 ottobre alle ore 11 nell’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, l’abnegazione e la passione che da anni viene riversata in questo importante progetto formativo, indirizzato agli studenti di tutte le età e le facoltà, da parte delle faculty advisors Benedetta Barbisan e Beatrice Bonafè, dei tutor che nel corso degli anni si sono avvicendati nella preparazione dei delegati, degli head delegates recentemente introdotti per aiutare all’interno dei lavori i ragazzi partecipanti e di tutti i fellow delegates che si sono succeduti nel corso di questi anni riceveranno il giusto riconoscimento. Sono inoltre previsti gli interventi del Presidente della Provincia Franco Capponi, del Rettore Roberto Sani e del Preside di Scienze Politiche, Facoltà-pilota del progetto, Francesco Adornato, nonché della Responsabile del progetto, Benedetta Barbisan.

Contestualmente a questa cerimonia, alla quale prenderanno parte tutte le delegazioni che negli anni hanno rappresentato il nostro Ateneo, si svolgerà la consegna dei premi conseguiti dalla spedizione maceratese, della quale mi onoro di aver fatto parte, nell’edizione 2009: al bis nella categoria Outstanding Position Paper (già ottenuto nel 2008), si aggiungono la Honourable Mention, per il comportamento partecipativo e attivo tenuto durante la simulazione da tutti i nostri delegati, e il meritato premio di Outstanding Delegate in Committee per Mauro Meletti, primo partecipante maceratese ad ottenere un ambito premio individuale.

Il “combinato disposto” di questi riconoscimenti ha fatto sì che l’Università di Macerata fosse una delle poche università non americane ad essere premiate, guadagnando una affermazione prestigiosa e una posizione di tutto rispetto all’estero. Pensando alle sventurate graduatorie di questi tempi viene spontaneo pensare “nemo propheta in patria”. Complimenti ragazzi.

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