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di Chiara Fonzi
La Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Macerata sarà presente al House-Museum of Hovhannes Toumanyan, a Yerevan, in Armenia insieme ad altri Atenei di tutto il mondo. A portar alto il nome dell’Ateneo maceratese nel contesto internazionale sarà Agnese Carnevali, studentessa all’ultimo anno del corso di laurea in Editoria e comunicazione multimediale. Con il suo “Training to ICTs and training thanks to ICTs: two faces of Information and Communication Technologies in Education” Agnese si è conquistata il posto tra i vincitori del Symposium internazionale tenutosi lo scorso ottobre proprio a Yerevan, capitale della Repubblica di Armenia.
Nella cerimonia di premiazione saranno assegnati i premi ai dieci vincitori del Symposium. Ad essere premiati però, più che i singoli studenti, saranno soprattutto le idee e gli spunti di riflessione proposti dai dieci vincitori, durante i lavori del Symposium, e attraverso il loro breve saggio presentato a conclusione del Convegno.
Il Symposium, dal titolo “Information and Communication Technologies: Opportunities and Challenges in Landlocked Developing Countries”, promosso dall’associazione ATHGO International (Alliance Toward Harnessing Global Opportunity), tra le associazioni costole dell’Onu, si proponeva di ricercare soluzioni ed obiettivi per un adeguato sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in quei paesi ancora relativamente arretrati rispetto a questo settore e senza sbocchi al mare, come l’Armenia.
Ai lavori hanno preso parte più di 400 studenti provenienti da tutto il mondo. L’Italia era rappresentata da tre studenti di due Atenei, Pisa e, appunto, Macerata, l’unica risultata vincitrice grazie al risultato ottenuto da Agnese Carnevali. Il suo saggio indaga l’applicazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’ambito dell’istruzione e della formazione. Agnese da un lato osserva come, per offrire una vera opportunità di sviluppo ai paesi che non conosco ancora un’adeguata diffusione di queste tecnologie, sia necessario formare la popolazione stessa alla conoscenza, allo sviluppo e al conseguente uso di queste tecnologie, non incentivando, al contrario, una mera importazione di tali tecnologie dai paesi sviluppati in questo senso. Dall’altro lato Agnese illustra quali potrebbero essere, una volta sviluppate, le applicazioni di tali tecnologie in ambito educativo, attraverso per esempio lo sviluppo dell’e-learning e della didattica a distanza.