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di Ilaria Sciadi Adel
Uomini e donne, ora più che mai, vogliono costruire il loro futuro sentendosi parte di un tutto, di un Paese unito, di una unità. L’Unità d’Italia.
La cerimonia con cui l’Università di Macerata ha inaugurato l’anno accademico quest’anno è stata incentrata sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Titolo: “Fondare lo Stato, creare la nazione, unire gli Italiani”, in merito al quale numerosi sono stati gli interventi, in nome di quel senso di appartenenza ad una nazione, quella italiana, per la cui Unità tanto si è lottato in passato.
Inaugurazione nel segno, però, della protesta da parte dell’associazione studentesca maceratese “Movimento Studenti”, che ha bloccato l’ingresso dell’auditorium ai partecipanti, ritardando di mezz’ora l’inizio della cerimonia.
“Crediamo che non ci sia proprio niente da inaugurare. Si sta inaugurando oggi un Anno Accademico all’insegna dei tagli”, dicono gli studenti che manifestano contro una politica dell’istruzione che promuove un sistema universitario più privato che pubblico.“Non ci sentiamo ben accetti in questo Paese che ci prospetta un futuro all’insegna della negatività. Nella vita di un popolo c’è spazio anche per la cultura”, conclude così il suo discorso d’ “inattesa apertura” il portavoce di “Movimento Studenti”, ponendo l’accento sul ruolo determinante che riveste la cultura nella formazione e nella conservazione dell’identità di un popolo.
La cerimonia si è aperta con il corteo dei docenti dell’Università di Macerata, accompagnati dall’Inno d’Italia eseguito dal Coro dell’Università di Macerata, diretto dal Maestro Aldo Cicconofri. Gli interventi del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e del sindaco di Macerata Romano Carancini hanno posto l’accento sulla necessità di guardare al futuro dell’Italia senza però dimenticare la sua identità che risiede nella storia e nella cultura del suo popolo, storia viva e “cultura militante” nei e con gli italiani.
Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia non vuol essere un retorico omaggio, bensì la celebrazione di quelle imprese compiute dagli italiani nel corso della storia che hanno portato l’Italia ad essere un’Italia moderna, “quell’unità di lingua, sangue, corpo e memoria celebrata dal Manzoni”, come ha ricordato il sindaco Carancini.
Occhio ai tempi e agli umori dell’Università, quello del Prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli, della rappresentante del Personale Tecnico Amministrativo Anna Cimarelli, del Direttore Amministrativo Mauro Giustozzi e del rappresentante degli Studenti Carlo Bruno Ortenzi, che hanno parlato di Università come oggetto e soggetto di un sistema dell’istruzione che debba essere coinvolto attivamente anch’esso nella logica dell’unitarietà.
“Università e ricerca sono un bene prezioso che va messo sotto vaglio critico, ma senza risorse non si può parlare di competizione nazionale” ha sottolineato il rettore Luigi Lacchè che ha presentato i nuovi progetti e le nuove proposte per l’anno appena inaugurato. Hanno concluso la giornata gli interventi del Prof. Massimo Montella, che ha posto l’accento sulla storia e sull’avvenire della costruzione del patrimonio nazionale, e quello del Prof. Giovanni Sabbatucci, che ha compiuto un excursus sul processo di unificazione dell’Italia da un punto di vista storiografico ed iconografico