La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Giorgio Cipolletta
Terzo appuntamento con Lavori in corso, promosso dal dipartimento di Scienze della comunicazione di Unimc, dove gli studiosi si incontrano per presentare i propri studi che attualmente stanno portando avanti nella loro ricerca. Questa volta un filo conduttore lega i tre relatori, la letteratura.
La poetica degli oggetti: il caso Pirandello è lo studio proposto da Eleonora Ercolani, - collaboratore alla cattedra di Letteratura Italiana – Università di Macerata-. Accozzaglie, oggetti, presenti nella letteratura sono oggetto curioso dell’analisi che la studiosa sta conducendo. L’attenzione si focalizza su Luigi Pirandello. Il romanzo ha detto tutto sull’uomo, l’humus degli oggetti inanimati riscoprono invece un modo diverso di osservare il romanzo.
Presenza delle cose in rapporto con l’uomo. Si nota, in particolare nelle commedie, , un numero crescente di oggetti presenti. Dalla commedia La morsa, 1892, fino alla commedia I giganti della montagna, 1933, la quantità degli oggetti che si presentano, aumentano in maniera esponenziale, il bisogno di rappresentarsi attraverso le cose, un duello tra corporeità e a-corporeità. Uno studio dove gli oggetti vengono analizzati, quantificati, diventando parte integrante della poetica dell’autore siciliano.
Secondo studio proposto è quello di Elisabetta Pichetti, dottoranda in “Teoria dell’Informazione e della Comunicazione” - Università di Macerata-, L’editoria nella letteratura italiana del nuovo millennio. Un esempio: Paolo Nori. Un autore strano, ma geniale, quello proposto, un atleta editoriale, che fa della sua pista l’editoria italiana. Pubblica con tutte le case editrice parlando male di tutte, dentro ai suoi romanzi. Romanziere romagnolo,il suo alterego come protagonista , Nori è riuscito tra ambiguità e autenticità a portare i personaggi in prima linea nelle vicende delle case editrici. Il passaggio dalla piccola alla grande casa editrice non ha scoraggiato lo scrittore ad avvicendarsi nel genuino dibattito editoriale. Un modello interessante per analizzare in modo diverso la situazione italiana dell’editoria.
Ultimo intervento da parte di Giampaolo Vincenzi, - collaboratore alla cattedra di Letteratura Italiana, con il tema: Etica della traduzione da Leopardi a Caproni. Il titolo del tema ci ricorda anche l’interessante e curioso fatto che nella letteratura italiana siano presenti spesso cognomi che riprendono il nome di animali. Ma ritornando all’etica della produzione, gli specialisti hanno ritenuto necessario appoggiarsi a discipline complementari per risolvere la questione riguardo la scientificità della materia. L’etica della traduzione consiste, sul piano teorico, nel portare alla luce, affermare e difendere la pura finalità della traduzione in quanto tale. La traduzione è più vicina alla scienza che all’arte – almeno se si presuppone l’irresponsabilità etica dell’arte. Il problema è che la traduzione occupa un posto ambiguo. Da una parte, si piega all’ingiunzione di appropriazione e conquista, si costituisce anzi come uno dei suoi agenti. Cosa che crea traduzioni etnocentriche, o quella che si può definire la “cattiva traduzione”. Ma, dall’altra, la finalità etica del tradurre si oppone per natura a questa ingiunzione: l’essenza della traduzione è di essere apertura, dialogo, meticciato, decentramento. La poetica della traduzione storicizza le contraddizioni del tradurre tra lingua di partenza e lingua di arrivo, epoca ed epoca, cultura e cultura, relazione di soggetti e “riproduzione. La traduzione che fa tradizione, la traduzione che si trasforma in imitazione.