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La tela delle immagini, i vincitori

26-05-2009

di Maria Rita Sciarrone

“Nonostante molti cambiamenti nella società attuale per quanto riguarda la parità di genere, c’è molta strada da fare”. A dirlo è la professoressa Paola Nicolini, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Università di Macerata, in occasione della premiazione del concorso fotografico “La Tela delle Immagini” e della mostra fotografica “Verità sulla visione”, a cui hanno partecipato, oltre agli studenti dell’Accademia di Belle Arti, alcuni studenti dell’Istituto d’Arte di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.

Le due iniziative si proponevano come obiettivo quello di superare i classici stereotipi in cui, ancora oggi, si trova intrappolata la donna. I partecipanti dovevano, infatti, rappresentare in uno scatto immagini di donne nei loro diversi ruoli e identità e in ogni caso fuori da rappresentazioni stereotipate. “Sono foto - afferma la Nicolini - Che ci fanno riflettere perché vanno oltre quello che costituisce la norma. Il problema è che per le donne si pone sempre il problema della conciliazione tra ruoli diversi. E la stessa cosa non vale per l’uomo. In ogni caso - ha aggiunto - sono contenta per il successo riscosso da questa iniziativa, perché vuol dire che è presente nei giovani la voglia di partecipare e voler esprimere il proprio pensiero, in ogni sua forma”.

La parola è poi passata ai vincitori del concorso che si sono aggiudicati un buono dal valore di 300 euro da spendere in libri. Per la categoria “esterni” ha vinto Silvia Branchesi con una foto dal titolo “Mannequin”, un manichino che sembra una donna o una donna che sembra un manichino, dipende dai punti di vista. Caterina Gili è stata, invece, la vincitrice per la categoria “interni” che ha aggiunto nelle sue foto un tocco filosofico inserendo una foto che va oltre la bellezza visibile dal titolo “Inattesa musa”. Due le menzioni speciali. La prima va a Silvio Lucchetti, che ha presentato una fotografia dal titolo “Le rughe della bellezza”, svelandoci che il soggetto rappresentato è la madre, che in questo scatto fa uscire la donna dallo stereotipo di bellezza artificiale. La seconda menzione va ad Andrea Cozzoni “per la grazia della composizione”(in alto una delle tre foto) . La foto da lui presentata è senza titolo. L’autore ci spiega che ha avuto difficoltà a rappresentare la donna non stereotipata. Alla fine ha deciso di ritrarre nei suoi tre scatti una donna vestita con una camicia da notte bianca della nonna, su un baule. L’ intenzione era quella di voler rappresentare da un lato il legame con le tradizioni, dall’altra voler far uscire la donna dai classici stereotipi.Nel primo scatto infatti, la donna viene fotografata accovacciata, per arrivare all’ultimo scatto dove non è più visibile il capo, già proteso verso l’esterno.

L’intervento finale è stato della professoressa Silvia Ferretti, docente di Estetica, presso la facoltà di Lettere e Filosofia, che citando Benjamin afferma che nel guardare una foto, piuttosto che guardando un film, diventiamo tutti intenditori e capaci di un proprio giudizio.

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