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di Giorgio Cipolletta
Patrocinato dalla Facoltà e dal Dipartimento di Scienze della comunicazione, si è svolta la presentazione del libro "Giornalismo partecipativo. Storia critica dell'informazione al tempo di Internet” di Gennaro Carotenuto, docente della Facoltà, edito per i tipi di Nuovi Mondi. Hanno partecipato al dibattito Giovanni Gozzini, storico dell'Università di Siena, e Anna Carola Freschi, sociologa dell'Università di Bergamo, l’introduzione è stata affidata alla prof.ssa Paola Magnarelli, direttrice del Dipartimento di Scienze della comunicazione.
L'informazione ai tempi internet. Trent’anni di informazione digitale hanno rappresentato un processo di democratizzazione dell’informazione. Milioni di soggetti possono far circolare notizie non filtrate dai media tradizionali. La Rete ha reso possibile un giornalismo diffuso e partecipativo, dal basso, ma non per questo meno verificabile. Persino un telefonino, oggi chiamato media personale di comunicazione di massa, garantisce ai cittadini di esprimere la propria idea e la libertà di stampa è sinonimo di biodiversità informativa e giornalismo come bene comune. La portabilità non solo riceve, ma produce informazione. Siamo in grado oggi di trasmettere contenuti in orizzontale da molti a molti rispetto a i media tradizionali. Il giornalismo partecipativo rappresenta oggi il controcanto del giornalismo mainstream.
I media partecipativi abbassano gli standard di gigantismo imposti dal libero mercato che garantiscono solo a pochi la libertà di espressione. Grazie alla rivoluzione informatica si è aperto uno spazio necessario ed importante per un nuovo giornalismo tematico che mette a disposizione la condivisione della conoscenza. L’archeologia del sapere si sposta in direzione di una revisione del modo e del come fare informazione e diffondere sapere accompagnato da passione civile.
Google rappresenta il monopolista democratico del XXI secolo. Un paradosso che dimostra come il motore di ricerca costruisce il proprio monopolio mettendo in risaldo le caratteristiche antimonopolistiche del medium. La Rete è il mezzo di comunicazione di massa in continua mutazione e si trasforma producendo un nuovo giornalismo diverso, plurale, slegato dai giochi di potere che a volte imbavagliano l’informazione pubblica.
Non è storia di ieri, ma presente che respiriamo ogni giorno davanti la televisione. La Rete, Internet è la speranza di un giornalismo più libero che parte dal basso e dialoga con tutti.