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Io,giornalista di Sky

15-04-2011

di Mauro Torresi

Essere giornalista: è il sogno di molti ragazzi. Tutto sta a diventarlo. Il relativo percorso, infatti, può risultare complicato, tra Istituti di formazione post-laurea a numero chiuso, periodi di praticantato o collaborazioni riconosciute con testate giornalistiche (per l'iscrizione all'Albo, Ndr). Su alcuni di questi aspetti abbiamo intervistato Roberto Tallei, giornalista Sky Tg 24 di origini marchigiane, ospite del seminario “Le esternalità della comunicazione: impresa e media nel gioco dell'informazione”. L'incontro, presieduto dalla professoressa Rosita Pretaroli all'interno del corso di Economia della comunicazione, si è svolto il 31 marzo scorso nella Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Oggi in Italia è facile o è difficile diventare giornalisti?

“E' un domandone! Per quanto riguarda la mia esperienza ti direi che non è stato difficilissimo. Riconosco, però, che è un percorso complicato, come tanti altri percorsi in Italia. Quello del giornalista è un bellissimo mestiere, ma è difficile farlo bene. Riuscire ad entrare in una testata seria e avere un contratto regolare non è facilissimo. Io ho cercato di sviluppare esperienza sul campo, a quindici anni ho iniziato a collaborare con una radio locale marchigiana e, in seguito, con una televisione”.

Qual è stato il suo percorso universitario e post-universitario?

“Come Università ho scelto Economia. Per essere giornalista l'importante è avere una buona formazione, laurearsi bene e in fretta. Poi ho frequentato la Scuola di giornalismo di Urbino, la mia esperienza è stata molto positiva perché non si stava troppo sui banchi, ma in vere e proprie redazioni. C'erano docenti giornalisti d'esperienza che indirizzavano gli studenti verso un miglioramento professionale. In più mi è valso il praticantato per fare l'Esame di Stato e mi ha permesso di entrare, con gli stages, in testate importanti”.

Dopo l'iscrizione all'Albo dei Giornalisti Professionisti com'è andata?

“Dopo il primo anno di Scuola avevo già ottenuto una discreta collaborazione con il Sole 24 Ore. Ho continuato per un paio d'anni, poi ho avuto un breve contratto con Sky. C'è stato un rinnovo e l'assunzione finale. Per il Tg mi occupo principalmente di cronaca, il mio compito è quello di supervisionare ciò che accade nel centro Italia”.

Spesso, dagli addetti ai lavori, ci si sente dire “Non tentare di fare il giornalista perché non conviene”. Direbbe mai una cosa simile a un ragazzo che vuole iniziare?

“No, non lo direi. Anche a me lo dicevano, poi sono stati smentiti dai fatti. Però, se ci tenete prendetela sul serio. Quello del giornalismo è un mercato molto competitivo, bisogna essere sempre molto preparati ed è importante iniziare ad accumulare esperienze prima possibile”.

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