La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Tiziana Sagretti
Importante incarico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per Giulio Salerno, professore di Diritto pubblico presso la Facoltà di Economia dell’Università di Macerata.
Prof. Salerno, può spiegarci in cosa consiste il suo incarico?
Mi è stato conferito l’incarico di capo del settore legislativo del Ministro per i rapporti con il parlamento. Si tratta, secondo il gergo tecnico, del Ministro senza portafoglio che ha la funzione di sovrintendere, mediante un’apposita attività di coordinamento, ai molteplici rapporti istituzionali che intercorrono tra l’intero esecutivo e le due Assemblee parlamentari. In breve, il Governo è presente o comunque è chiamato ad intervenire in relazione a molteplici attività parlamentari, da quelle di produzione delle leggi (ove, in ogni fase del procedimento, è sempre presente un rappresentante del Governo) a quelle consultive (come, ad esempio, i pareri espressi dalle Commissioni sui decreti legislativi o sui regolamenti del Governo), sino al sindacato ispettivo e di controllo, che trova espressione, tra l’altro, nel cosiddetto question time, cioè un rapido scambio di domanda, risposta e replica tra i parlamentari ed un esponente del Governo per lo più su argomenti di stretta attualità politico-amministrativa. In particolare, il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha lo specifico compito di rappresentare il Governo nell’ambito della programmazione dei lavori, fase assai delicata sia dal punto di vista politico che istituzionale.
Allora, sulla base dell’esperienza sinora maturata, quale giudizio può dare sul funzionamento delle nostre istituzioni nazionali?
Osservando il funzionamento delle istituzioni dall’interno, appare evidente la particolare complessità dei sistemi di decisione pubblica che caratterizzano il nostro Paese. E ciò non solo per la rilevanza delle questioni che si devono via via affrontare al pari degli altri grandi Stati, ma anche per i processi di trasformazione attualmente in corso. Si pensi soltanto all’integrazione europea ed alle recenti modifiche che il Trattato di Lisbona ha offerto all’architettura dell’Unione europea. Oppure, si consideri il decentramento delle funzioni a favore delle Regioni e degli enti locali, che trovano sempre maggiore attuazione mediante il cosiddetto “federalismo fiscale”. E’ evidente che la sempre più stretta interazione tra i diversi livelli ordinamentali pone non pochi problemi di coordinamento nella realizzazione delle politiche pubbliche, problemi la cui soluzione, si badi bene, non è quasi mai quella “più facile” ed immediata, ma quella che di norma richiede maggiore impegno, una visione a medio e lungo termine delle problematiche, e soprattutto leale collaborazione cooperazione tra le diverse istituzioni interessate. In particolare, appare sempre più evidente la necessità di fornire ai nostri giovani – anche e soprattutto in sede universitaria – la preparazione indispensabile per poter affrontare con piena consapevolezza le gravi sfide cui l’Italia tutta è posta di fronte. In questo senso, credo che debba sottolinearsi la pari importanza degli studi giuridici e di quelli economici: la conoscenza del diritto così come la padronanza degli strumenti di analisi economica sono senz’altro egualmente indispensabili per il buon governo delle istituzioni.