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Si potenzia il Sistema Bibliotecario d’Ateneo

19-11-2009

di Francesco Barbabella

Il Sistema Bibliotecario d’Ateneo (Sba) è nato nel 2004 per organizzare e uniformare le attività delle biblioteche dell’Università di Macerata. Tra le sue prerogative ci sono la conservazione del patrimonio librario, il trattamento delle informazioni bibliografiche e l’accesso all’informazione scientifica. Il ruolo dello Sba è cruciale, in quanto si pone come fattore indispensabile di diffusione della conoscenza scientifica sia in ambito didattico che in quello di ricerca. Abbiamo rivolto alcune domande a Tiziana Onofri, Direttore Tecnico dello Sba e del Centro d’Ateneo per i Servizi Bibliotecari (Casb), per capire meglio come funziona questa importante struttura dell’Università.

Molto si è discusso sulla classifica pubblicata lo scorso luglio dal Miur, secondo la quale l’Università di Macerata risulta ultima in Italia per qualità della didattica e della ricerca. Qual è il suo punto di vista da Direttore Tecnico del Sba?
Per quanto riguarda la qualità dei servizi bibliotecari del nostro Ateneo, posso affermare, senza tema di smentite, che il Sba è una realtà in salute e altamente competitiva in ambito nazionale. Non posso citarle classifiche di alcun genere, ma le mie affermazioni si basano su esperienze vissute in vari contesti: ho infatti insegnato in corsi di aggiornamento di biblioteconomia in molteplici università italiane e in diverse realtà bibliotecarie. Sono inoltre membro di importanti organismi cooperativi quali Ciber ed Infer che raggruppano svariati atenei. Dal confronto emergono i seguenti punti di forza delle nostre biblioteche: una solida struttura organizzativa, spesso assente in realtà più grandi, che consente di rendere omogenea l’erogazione dei servizi; un alto grado di professionalità del personale, il quale è tenuto a seguire diversi corsi di aggiornamento qualificanti; la grande attenzione degli organi di governo dell’Università rivolta al settore bibliotecario, supportando tutte le iniziative di potenziamento e sviluppo del Sba.

Il Polo bibliotecario maceratese ha raggiunto, ad oggi, tutti gli obiettivi strategici che si era prefissato per il 2009?
Sì, stiamo perfezionando l’organizzazione dei servizi, centralizzandone alcuni (acquisti e catalogazione) e decentrandone altri (reference, etc.), con lo scopo di migliorarne l’offerta e di ottimizzare l’utilizzo di tutte le risorse disponibili. Per il 2010 riproporremo la necessità di continuare con gli accorpamenti delle collezioni librarie e ci muoveremo alla ricerca di fondi europei (vista l’attuale contingenza economica) per continuare l’evoluzione dei servizi digitali. Nel breve periodo, invece, cureremo l’aspetto della semplificazione delle modalità di accesso all’informazione in rete.

Qual è il livello di integrazione raggiunto tra le biblioteche dell’ateneo e le altre sparse per il territorio provinciale?
Sono ben 20 le biblioteche provinciali di enti locali o di interesse locale che sono collegate al Catalogo in linea (Opac) di Ateneo. Questo è un dato molto positivo, anche in virtù del fatto che queste biblioteche locali godono di quasi tutte le possibilità gestionali tecnologiche proprie di quelle universitarie: in alcune province marchigiane queste opportunità non sono facilmente conseguibili. Tuttavia il dato negativo da rilevare è costituito dal fatto che mediamente solo il 20% del loro posseduto è descritto nel catalogo: la maggior parte è ancora consultabile solo in loco tramite i tradizionali cataloghi cartacei a causa di carenze di personale e di risorse economiche degli enti.

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