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Il posto giusto

27-10-2011

di Ilaria Sciadi Adel

Giovedì 29 settembre, sul finire di una lunga giornata, un ragazzo mi ha detto di essersi sentito al posto giusto e che di rado gli era accaduto in precedenza. Così mi sono ricordata di quando restavo ferma, in un angolo, nella camera oscura in cui lavorava mio nonno. L’odore ingombrante degli acidi per lo sviluppo, così intenso e familiare, quando lui ripeteva i passaggi e i gesti, con la voce piena di dolcezza, a me che ero così piccola e che sarei rimasta ore a guardarlo, perché quello era il posto giusto.

“Al_tra idee visive” si è aperta giovedì 29 settembre alle 16 nel posto più giusto che io conosca: la facoltà di Scienze della Comunicazione di Macerata, che ha accolto le nove “idee visive” come i passeggeri di una grossa nave, scegliendo proprio la Giornata della Matricola per inaugurare la prima edizione della Festa di facoltà. Credo che la domanda più lecita che si possa fare è chiedere cosa sia questa “Al_tra”. Bene, rispondo subito. Ho curato, assieme al Prof. Paolo Monina, questo progetto da mesi e posso dire con certezza che non si tratta di una mostra fotografica. Federico Cerioni, Marco Concetti, Marco Criante, Cesare Fuscà, Alessandro Giacchetta, Thomas Lamarca, Emanuela Scanzani, Francesco Spè e Michele Vincenzoni sono gli allievi del corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali condotto da Monina e i protagonisti di quella che può chiamarsi performance.

La Performance art è una forma artistica dove l'azione di un individuo o di un gruppo, in un luogo particolare e in un momento particolare, costituiscono l'opera e coinvolgono quattro elementi base: tempo, spazio, il corpo dell'artista e la relazione tra quest’ultimo e il pubblico. La Performance art si contrappone alla pittura e alla scultura, tanto per citare due esempi, dove un oggetto costituisce l'opera.

Ed è così che una toilette diviene un “giardino di splendide forme di vita”; uno stretto corridoio, il lungo viaggio verso il “profondo cuore dell’Aquila”; un ascensore, l’angolo dal quale imbattersi in un “serendipico errore”; l’atrio delle scale d’emergenza, il camerino di un famoso musicista blues. Sono solo alcune delle performance che hanno “insediato” la facoltà di Scienze della comunicazione, plasmando lo spazio e dando a quest’ultimo nuova identità.

“Al_tra”. Quel “tra” apre un mondo. “Al_tra” rappresenta la terra che nessuno ha ancora scoperto, ma non la terra di nessuno. E’ la terra vergine, giovane, plasmata da giovani comunicatori, il cui bisogno primario è esprimere la propria verità, perché è importante, prima di tutto, essere autori; perché la comunicazione è urgenza. Qualche tempo fa lessi una frase del celebre fotografo Jeanloup Sieff: “E’ fotogenico colui che è abitato”. I giovani autori di “Al_tra idee visive” sono fotogenici. Loro sono il “posto giusto”.

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