La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Chiara Fonzi
Al ritorno dall'erasmus lo studente sente il bisogno di ricreare questa magica atmosfera, o più semplicemente di respirare aria di scambio culturale. Una delle soluzioni adottabili è quella di impegnarsi nel progetto erasmus Buddy con il CRI (Centro Rapporti Internazionali) di Macerata. Intervistiamo Alessandro Stronati, che ci racconta la sua esperienza.
Prima di partire per il mio erasmus sono stato contattato dal CRI dell'università ospitante, che mi aveva assegnato un buddy nella città nella quale ero diretto. Non sapevo assolutamente quale fosse la funzione del buddy, immaginavo fosse semplicemente un modo per farti sentire un po' meno solo all'arrivo, qualcuno che ti dava il benvenuto e poco più. Mi era stato consigliato di mettermi subito in contatto con il mio buddy e cercare di farmi aiutare.
Cominciai a parlarci tramite delle chat, giusto per avere qualche informazione sulla città e per fare un po' di pratica con la lingua. Il ragazzo spagnolo che mi aiutava era stato in erasmus in Italia e una volta tornato in patria aveva deciso di iscriversi a questo programma. Mi aiutò moltissimo con la ricerca dell'appartamento e con la scelta degli esami. Il primo periodo mi invitava ad uscire con i suoi amici per farmi ambientare, ma dopo un po' cominciai ad invitarlo io alle feste erasmus.
Cosa ti ha spinto a fare tu stesso il buddy, una volta a casa?
Il CRI mi ha inviato una mail nella quale mi ha chiesto se volevo entrar a far parte del programma Erasmus Buddy. Mi sono ricordato subito dell'aiuto che avevo ricevuto e non ho esitato ad inviare la richiesta.
Ho cominciato ad aiutare i ragazzi con la ricerca dell'ostello per dormire le prime notti, con il learning agreement e tutte le altre cose di cui avevano bisogno tramite internet.Una volta arrivati li ho aiutati a mettere annunci per un appartamento e a fare le telefonate, visto che non parlavano italiano. Col tempo il fatto di dover andare a Macerata ogni volta non era un peso, ma una bellissima scusa per potersi divertire tutti insieme, come quando si era in erasmus. Si è instaurato un rapporto di amicizia sia con i miei buddy che con tutti gli altri ragazzi che ho avuto modo di conoscere durante questa esperienza.
Certamente. E' un bellissimo modo per conoscere nuova gente e praticare una lingua straniera. Bisogna solamente trovare un po' di tempo da dedicare ai buddies più che altro il primo mese, quando i ragazzi ancora devono arrivare o sono da poco arrivati, poi si rimane in contatto più che altro per la voglia di stare insieme. Magari la prima volta può risultare un po' faticoso, ma alla fine le domande che i ragazzi fanno sono sempre le stesse, non sarà difficile aiutarli. Io nonostante il lavoro che mi occupa gran parte della giornata li seguivo tranquillamente. Molta gente si trova perduta e spaesata una volta arrivata a destinazione, e l'aiuto di qualcuno che già conosce la città, l'università e tutto quello che gli ruota attorno è veramente importante.