La foto del mese
Luisanna Ramirez

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Valentina Matilde Di Michele
Intervista quadrupla ai coristi dell’Università di Macerata.
Una tradizione presente da tantissimi anni e ancora attiva all’interno dell’Università di Macerata è il coro diretto dal maestro Aldo Cicconofri. Le attività si svolgono il lunedì e il giovedì dalle 18 alle 20 al dipartimento di filosofia e raccoglie a ogni prova circa 40 studenti, tra i quali molti erasmus. Anche quest’anno il coro sta lavorando a pieno ritmo e per conoscerlo meglio abbiamo intervistato quattro coristi: un soprano, un contralto, un basso e un tenore.
S: Ho iniziato a cantare all’età di 8 anni nel coro della mia parrocchia e a 11 anni mi sono iscritta ad una scuola di musica. Ora canto per ‘approfondire il discorso’.
C: Canto da quando ero piccolina, fin dagli anni delle elementari.
B: Che io mi ricordi ho sempre cantato! Comunque sono nel coro dell’Università dal 2002, da quando sono arrivato a Macerata, anzi a dire il vero è stata una delle primissime cose che ho fatto quando mi sono trasferito da Palermo. Lì già cantavo nel coro della chiesa e in un coro polifonico e sapevo quanto bello potesse essere fare parte di un gruppo che fa musica insieme… e si diverte!
T: Mi è sempre piaciuta l’idea del canto, ma mi sono “arreso” solo quattro anni fa.
Da quanti anni partecipi alle attività del coro dell’università di Macerata e in che ruolo canti?
S: Partecipo alle attività del coro dal 2006 e in gergo tecnico sono un mezzosoprano, perciò, a seconda delle necessità, mi presto sia come contralto che come soprano, anche se in è quest’ultimo registro mi muovo meglio.
C: Faccio parte del coro da circa un anno, suono anche il pianoforte ed è per questo che sono anche la “pianista ufficiale”, quando i brani lo richiedono.
B: Ormai da nove anni e sono un basso, certamente una delle voci più importanti! Si scherza! Tutte le voci sono egualmente importanti per l’armonia d’insieme ed è questo il bello del coro.
T: Da quattro anni. Ho cominciato qui come tenore e sto continuando da allora.
S: Senza dubbio la passione per il canto, oltre al fatto che ogni anno non è mai uguale al precedente: ogni volta il gruppo del coro si rinnova in gran parte, così come il repertorio e le esperienze da condividere insieme.
C: Il coro è un’opportunità per mettere alla prova le proprie capacità canore e per migliorare sempre di più, non solo a livello musicale, ma anche a livello umano; è bello vedere con quanto entusiasmo e impegno i coristi si ritrovano solo per ripassare un brano che non viene tanto bene!
B: Ogni anno è una nuova avventura: gente diversa e nuove esperienze ma al contempo vecchi amici e solide relazioni. Credo che continuerò fino a quando non mi sentirò “troppo vecchio” anche se lo scarto generazionale comincia a farsi sentire (per inciso sono il più vecchio del gruppo!)
T: L’intensa soddisfazione nel crescere musicalmente, unita alla profonda consapevolezza di maturare umanamente.
S: L’atmosfera allegra e festosa che si respira dalla prima prova all’ultimo concerto, unita ad un’attenta preparazione vocale graduale e costante.
C: Il clima di spensieratezza e rispetto reciproco: sono convinta del fatto che alle prove ci si debba mettere in gioco e divertirsi, senza la preoccupazione che ci sia qualcuno che ci giudichi per i nostri risultati.
B: La possibilità di fare musica insieme a tante persone con le quali condividere esperienze, idee, progetti e amicizie. Inoltre, la presenza di tanti ragazzi provenienti da tutta Europa, e non solo tramite il progetto Erasmus,arricchisce ancor più la già variegata compagnia. È davvero un bel modo di stare insieme!
T: L’elevazione del singolo con il lavoro del gruppo.
S: Altroché! La passione per il canto, che ci spinge ad unirci al coro e che all’inizio è l’unica cosa che tutti abbiamo in comune, finisce poi per diventare la base per costruire un legame sincero e spesso duraturo. E questo è garantito anche con i ragazzi che partecipano al programma Erasmus!
C: Certo! È davvero difficile non farne!
B: Certamente! Il coro dà la possibilità di conoscere tante persone che provengono da realtà davvero diverse e di condividere con loro momenti divertenti e spesso indimenticabili, come spesso accade durante le tournée. Sono questi, infatti, i momenti nei quali si conoscono davvero le persone con le quali hai cantato fianco a fianco per tanti mesi ma con le quali a volte riesci a scambiare soltanto quattro veloci chiacchiere. Il viaggio è una straordinaria esperienza che ti fa scoprire davvero chi ti sta accanto.
T: Certamente! È bellissimo conoscere ogni volta gente nuova!
Quale concerto o episodio ricordi in particolare?
S: La tourneé in Polonia che abbiamo fatto l’anno scorso è stata per me un’esperienza molto significativa: tutto quello che abbiamo condiviso quei sette giorni, dal lungo viaggio in pullman ai luoghi che abbiamo visitato, dall’ospitalità riservataci agli emozionanti concerti, ci ha unito musicalmente e umanamente. Siamo partiti come 32 coristi, ma siamo tornati come 32 amici.
C: Mi viene in mente il primo giorno che sono arrivata nel coro: un gruppo già affiatato e “ricco” di ragazzi, sopratutto erasmus. Confesso che all’inizio ero un po’ spaesata, mi sentivo io un po’ “straniera” e mi chiedevo se sarei mai riuscita ad integrarmi nel coro; timori inutili, dato che dopo poche prove avevo già instaurato un buon rapporto con alcuni coristi e mi sembrava di essere “a casa”!
B: Ogni anno ci sono momenti veramente memorabili, emozionanti o divertenti. Ricordo con immenso piacere tutte le tournée: ad esempio la prima, per me, a Torino nel 2003, quando siamo stati ospitati nella fascinosa Basilica di Superga e abbiamo visitato la Sagra di San Michele. La tournée in Polonia, a Varsavia, nel 2004 in concomitanza dell’entrata della Polonia nell’Unione Europea. Oppure la tournée a Caen e in Normandia del 2006, quando abbiamo visto le spiagge del famoso sbarco degli alleati e visitato lo spettacolare Mont Saint-Michel. A Patrasso e Cefalonia, in Grecia, nel 2008, che ci ha permesso di vedere anche Olimpia e Atene. O ancora in Sicilia nel 2009, dove abbiamo collaborato con l’orchestra dell’Ersu di Catania. Infine, quella dell’anno scorso a Torun, città natale di Copernico, in Polonia. Ma forse il ricordo più bello è quello di tutte le persone e gli amici che ho conosciuto in questi anni e che hanno reso la mia vita immensamente più bella e ricca.
T: Senz’altro il mio debutto: concerto per l’inaugurazione dell’a.a. 2006-2007 a meno di un mese dall’arrivo!
Quali sono le attività del coro per la restante parte dell’anno?
Generalmente il coro partecipa agli eventi ufficiali dell’Università - inaugurazione dell’Anno Accademico, conferenze, conferimenti di lauree honoris causa - ed effettua una tournée tra aprile e maggio in varie città italiane ed europee, in collaborazione con atenei gemellati con l’Università di Macerata. Visto che quest’anno è la ricorrenza dei 150 anni dall’Unità d’Italia, lo attenderanno altre manifestazioni organizzate dall’Università di Macerata, nelle quali contribuirà con canti che ricordano questo evento storico. Non a caso quest’anno gran parte del repertorio verte proprio su brani del periodo risorgimentale, arrangiati per coro misto dal maestro Mauro Zuccante. Per i primi di maggio è prevista la tournée a Cefalonia, in Grecia. Anche se comunque le attività del coro si vanno sempre definendo in corso d’opera e spesso gli impegni colgono di sorpresa, una cosa è certa: molti componenti sono amici oltre che colleghi. Finite le prove, iniziano le cene!