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di Claudia Zavaglini
Nell’ambito del ciclo di proiezioni “Cinema e Storia”, a Palazzo Ugolini è stato proiettato l’ultimo “sogno” di Paolo Bianchini, il “Il giorno, la notte. Poi l’alba”. All’incontro, presieduto dal professor Roberto Lambertini, presidente della Classe unificata delle lauree in Scienze storiche, hanno partecipato il regista stesso e la produttrice del film, Paola Rota.
Dopo poche parole del regista è iniziata la proiezione del film, ambientato in Puglia nel 1221. Siamo alla corte di Federico II, dove il regista ha immaginato esser avvenuto il leggendario incontro tra il re e Francesco d’Assisi – l’uomo ricchissimo e l’uomo spoglio di tutto che si riconoscono uguali nella poesia, la vera protagonista del film. Mentre da Roma Onorio III preme perché Federico dia inizio alla sesta crociata e minaccia la scomunica, il re temporeggia e rimanda perché non riesce a trovare in sé alcun senso alla guerra (come può una guerra essere santa?). Nel 1227 arriva la scomunica, ma il re decide ugualmente di partire per la crociata: l’unica che non vedrà il sangue. Federico, infatti, non impugnerà mai le armi; “Questa guerra fu combattuta e vinta solo con la poesia” recita la didascalia alla fine del film e così è stato davvero storicamente, perché i due eserciti, schierati l’uno di fronte all’altro, non si scontrarono mai. Il sultano infatti, dopo alcune trattative, aprì le porte di Gerusalemme ai cristiani e a Paolo Bianchini piace immaginare che il tutto sia avvenuto proprio “con uno scambio di poesie”, una guerra vinta solo con la poesia.
Un film nato come un sogno
Al professor Lambertini che chiede del film, Bianchini risponde subito: “Questo è un sogno”. Un attimo di esitazione, gli occhi di un sognatore perso lontano. “Sì, è nato come un sogno. La storia è immaginare quei nomi che nei libri non compaiono, immaginare come la gente si riscaldava, che giochi facevano i bambini… Abbiamo voluto raccontare il valore della poesia, della vita”. Bianchini inizia a raccontare del giorno in cui, sdraiato, con un libro sugli occhi, ha visto “questo sogno” e poi ci parla del film. Dopo alcuni tentativi di ambientazione in Puglia, si è presa la decisione di girarlo a Tuscania, in provincia di Viterbo. La produttrice, Paola Rota, si sofferma sul progetto Bottega del Cinema, con il quale si auspica la formazione direttamente sul set delle generazioni più giovani, in modo da avviarle in maniera concreta ai mestieri cinematografici.
Fuori dai circuiti distributivi
Quindi ci parla di come il film in questione ha coinvolto gli studenti: “I costumi sono stati realizzati da un gruppo di studenti a partire dallo studio degli affreschi di Giotto e sono stati ricavati da cento lenzuola, lavorando con le terre e fissando il colore con il sale. Sono stati cuciti dalle donne anziane di Tuscania”. Continua: “Il film è stato autofinanziato. Tutti coloro che vi hanno lavorato hanno avuto come compenso giornaliero quello che è la paga minima di una comparsa, 49,50 euro. Abbiamo girato in pellicola e poi c’è stato il passaggio da 16 a 35mm, in vista dell’uscita nelle sale… uscita che però non c’è ancora stata. Il problema è che la distribuzione è in mano ai monopoli e che si produce soltanto ciò che garantisce un incasso. Abbiamo anche proposto il film all’Istituto Luce, ma l’amministratore delegato ci ha liquidati perché si trattava di un film storico. Purtroppo le produzioni condizionano le sale. Noi abbiamo scelto di non passare per le regole del mercato – per non avere padroni. Abbiamo girato secondo le nostre possibilità economiche, per cinque settimane. Siamo rimasti delusi anche dai Festival, dove in un primo momento eravamo intenzionati a portare il film: anche lì, infatti, i padroni sono gli sponsor. Stiamo pensando a una distribuzione alternativa: alcune sale chiudono il lunedì e martedì e noi proprio in quei giorni vorremmo proiettare il film e diffondere la notizia con il passaparola.”
Il prossimo sogno
Alla fine Paolo ci svela il suo prossimo “sogno”, un film che nasce da un fatto tragico accaduto e dimenticato … ma di questo riparleremo prossimamente. Intanto, ricordiamo il recente appuntamento con Paolo Bianchini su Rai uno con la Fiction “Mal’aria” – “Il mio ultimo peccato” dice lui.
Segnaliamo www.federicoefrancesco.com e www.alvearecinema.com.