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Australiani studiano legge a UniMc

13-07-2009

di Ilenia Paciaroni

In questi giorni l’Università di Macerata sta ospitando trentacinque studenti dell’Università australiana di Murdoch per la prima Summer School in Diritto Internazionale e dell’Unione Europea. Grazie alla collaborazione del Centro Rapporti Internazionale, abbiamo incontrato il professor Fernand De Varennes, coordinatore del progetto.

In che cosa consiste e quali sono le finalità del “European Summer Law Programme”?
Lo scopo principale di questo programma è di permettere ai nostri studenti di conoscere il funzionamento del sistema giuridico dell’Unione Europea e di comparare le leggi di diversi Paesi tra cui l’Italia. Nel mondo globalizzato in cui viviamo, infatti, è importante conoscere e valutare il legame tra i vari sistemi giuridici. Vogliamo, inoltre, dare la possibilità ai ragazzi di fare una utile esperienza in uno dei Paesi più belli del mondo.

Com’è nato questo progetto?
L’idea del programma è nata nel corso di una conferenza, quando ho incontrato il professore Ermanno Calzolaio dell’Università di Macerata. Abbiamo cominciato a parlare di istituire una scuola internazionale di legge e il Professor Calzolaio mi ha invitato a visitare Macerata. Sono passati già due anni e mezzo dal primo incontro.

Che ruolo ha l’Università di Macerata e come contribuisce l’Università di Murdoch?
L’Università di Macerata è il centro di questo programma, perché sta organizzando tutto: fornisce le risorse e il personale, garantisce ospitalità e assistenza. Noi infatti abbiamo bisogno di tutto anche perché la maggior parte degli studenti non conoscono l’italiano. L’Università di Murdoch, invece, ha provveduto a selezionare gli studenti e reclutare i docenti, in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza di Macerata.

Domenica 22 giugno i ragazzi sono stati accolti a Villa Cola con un aperitivo di benvenuto. Quali sono state le prime impressioni degli studenti e quali sono le loro aspettative?
Penso che una delle principali aspettative degli allievi sia quella di poter viaggiare. Da quando siamo qui, tre, quattro, forse cinque giorni, gli studenti hanno avuto lezione e non hanno ancora visitato la città e i dintorni. Certo, frequentare i corsi è importante, ma il progetto è nato anche per dare ai ragazzi l’opportunità di scoprire una società e una cultura diverse.

Come si svolge la tipica giornata dello studente australiano qui all’Università di Macerata?
In realtà non hanno un giorno tipico. Dopo le lezioni, vogliono esplorare la città e i dintorni. Vogliono andare a Civitanova, Urbino, Capri e Spoleto. Cercano quindi di combinare varie cose: lo studio e il fatto di essere qui; visitare Macerata e i dintorni; andare fuori Macerata, nelle Marche naturalmente, ma non solo, anche in Italia e in Europa. La maggior parte degli studenti, infatti, non è mai stata in Europa. Molti non avevano mai viaggiato al di fuori dell’Australia.

Oltre alle attività didattiche sono previste altre iniziative a cui gli studenti possono aderire?
Certo! Abbiamo organizzato una visita al centro di Macerata, a Urbisaglia, all’Abbadia di Fiastra. Presto proporremo una cena con altri studenti, un seminario sul tema “The Globalisation of Legal Education: Convergence of Common Law & Civil Law” tenuto dal Prof. Dr. Gabriel Moens presso l’Antica Biblioteca. Inoltre, ci siamo recati al tribunale di Macerata grazie alla squisita disponibilità del Presidente del Tribunale di Macerata Alessandro Iacoboni ad accogliere gli studenti australiani il 10 luglio per un incontro sul sistema giudiziario italiano. Davvero una grande accoglienza.

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