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Amene scienze della comunicazione

29-06-2011

di Ilaria Sciadi Adel

Perché iscriversi alla Facoltà di Scienze della Comunicazione? Intentare un “contrattacco” nei confronti di quei giudizi, oramai così di tendenza, intrisi di “amenità”, sembra essere impresa assai ardua, tuttavia urgentemente doverosa. Perché la Signora Ministra Maria Stella Gelmini non sa di nutrire un profondo sentimento di affetto per questa facoltà che definisce “luogo di amenità". “Ameno”: piacevole, gradevole, secondo il dizionario della lingua italiana. Il “locus amoenus” era, in letteratura e nelle arti figurative, un termine utilizzato per riferirsi ad un luogo idealizzato e piacevole, in qualche modo simile al Paradiso terrestre. Al massimo vien da paragonare Scienze della Comunicazione a un eden boscoso, ma questo non può che essere amore, non c’è che dire. Le molteplici parole che si spendono per etichettare questo percorso di studi fanno pensare, non c’è dubbio, a una caleidoscopica capacità creativa di questi signori che credono di istruire, alimentando quel bacino di oramai incontinente, disinibita superficialità. A questi signori, dunque, io dico che in quel di Scienze della Comunicazione, della quale la sottoscritta è studente, si studia. E per quanto possa apparire inconsueto concepire che in una facoltà universitaria ci si dedichi allo studio e alla ricerca, questa è la verità. Perché Scienze della Comunicazione è una facoltà universitaria.

E’ curioso. Coloro che spendono energie in accuse e coloriti appellativi sono gli stessi che poi mangiano nel piatto. Il mondo della comunicazione è sterminato quanto complesso. Esso abbraccia tutti, non per ultimi politici e ministri dell’istruzione. La comunicazione è il fondale senza il quale lo spettacolo non potrebbe andare avanti, soggetto a costanti e inarrestabili mutamenti. La comunicazione è quando andiamo al lavoro. Quando siamo seduti al tavolo di un ristorante e ci rivolgiamo al cameriere per fare la nostra ordinazione. Quando siamo seduti in auto o in treno e guardiamo qualcuno o semplicemente fuori dal finestrino. E’ inevitabile. E’ un processo indispensabile. Perché è impossibile non comunicare, diceva Paul Watzlawick. E quindi la domanda, quella fondamentale: come può una facoltà universitaria, che si occupa di insegnare e fornire gli strumenti che rendano i suoi allievi principali artefici, mittenti e destinatari di un processo che riguarda tutto e coinvolge tutti, essere ritenuta non importante? Se si tratta di un processo totalizzante quanto inarrestabile, come può non costituire una necessità, un'urgenza? Sarebbe come attaccare il proprio nemico senza aver fatto il minimo sforzo di conoscerne punti di forza e debolezze.

Poi ci sono le conoscenze. Non poi, ma prima, alla base. Le discipline che vengono insegnate alla facoltà di Scienze della Comunicazione sono delle più variegate. Essa fornisce conoscenze a 360°, perché a 360° si sta nel mondo. Per conoscenze di tale lungo raggio è necessario, e inevitabile, sviluppare quella che a me piace definire “capacità multitasking", il saper adempiere a differenti e molteplici attività. Che non è da poco. Ogni disciplina esprime se stessa per mezzo della comunicazione e attraverso quest’ultima giunge al suo destinatario. Ecco dunque che si torna alla valenza del saper comunicare. Perché saper comunicare è di per sé una competenza, un sapere, una scienza. Noi studenti di Scienze della Comunicazione è questo che facciamo. Studiamo per saper comunicare, per diventare scienziati della comunicazione. Perché saper comunicare non è qualcosa di intangibile, al contrario esso è un mezzo e, dunque, fortemente concreto.

Ma non basta. Non parlo di Scienze della Comunicazione, ma mi riferisco a tutti i percorsi di studio. Attenersi ai piani di studio non può bastare, per quanto essi siano validi. Io penso che bisogna farsi attenti ascoltatori. Dobbiamo essere vigili e impazienti. Vigili per cogliere il più impercettibile stimolo e impazienti per non stancarsi mai di ascoltare, per essere costantemente affamati di “nuovo” e animati dall’urgenza di imparare da ciò che ci circonda. Soltanto così lo studio sarà stato l’occasione. La nostra occasione. Mi era stato chiesto di scrivere un articolo sul perché iscriversi alla facoltà di Scienze della Comunicazione. Non starò qui a cercare di vendervi a tutti i costi questo prodotto. Se la mia comunicazione sarà stata efficace, sarò riuscita nell’intento. Al contrario, avrò fallito come scienziata della comunicazione.

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