La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Tiziana Lorenzetti
Virtù, armonia e conoscenza sono le qualità che oggi più che mai servono a chi, frequentando una scuola di talenti, di alta formazione, intenderà assumere una posizione strategica nella società e si troverà ad avere un ruolo di grande responsabilità.
Infatti, come dice Platone ne “La Repubblica”, la città esteriore riflette quella interiore, cioè la nostra anima. La città non è che una gigantografia dell’anima. Per far funzionare bene uno Stato le anime dei suoi cittadini devono avere alcune qualità: virtù, armonia e conoscenza. L’ armonia si acquisisce portando ordine, unità in se stessi, per poi portare ordine nella disorientante molteplicità etica ed esistenziale tipica della nostra epoca. Questo equilibrio esteriore, che riflette quello interiore di ciascuno di noi, assicura la giustizia, la vita buona e la felicità del singolo nella comunità.
Gran parte della cultura del nostro tempo tende a pensare che il mondo non abbia alcun senso e che non esista alcun fondamento ultimo della realtà; e che seguendo gli insegnamenti di Platone non si arriverà da nessuna parte, soprattutto se si aspira ad un ruolo di prestigio nella società. Ma, se è vero che i filosofi hanno detto tante cose, che valgono fino ad un certo punto, ce n’è uno, Socrate, che ha parlato in modo così giusto, che le sue parole valgono per sempre.
Il nostro filosofo è stato colui che per primo ha introdotto il concetto occidentale di anima, come luogo originario delle qualità intellettive e morali dell’uomo.
Attraverso la cura della propria anima, mediante la conoscenza di sé, l’uomo esprime la propria essenza. Ed è solo a questo punto che la nostra anima acquisisce coraggio, si predispone all’avventura della vita affrontandola nelle innumerevoli possibilità che offre. Il coraggio, che è dato dalla virtù, implica una energia durevole di carattere per sostenere ciò in cui si crede. Quindi è solo unendo, intrecciando la conoscenza di sé, la cura della propria anima, con la conoscenza specialistica, tecnica delle varie forme di sapere, che si sarà in grado di affrontare le sfide che la società presenta. Qualche settimana fa, Carlo De Benedetti, presidente della Cir (Compagnie industriali riunite), al forum estivo di Symbola a Montefalco, ha detto che per risolvere i problemi italiani ci vorrebbe un progetto complessivo, non si può pensare di risolvere le cose, come stanno facendo i politici e anche gli imprenditori, mettendo solo delle “pezze”, perché il mondo non è più quello di cinquanta anni fa, e - ha proseguito l’ingegnere - “ Due miliardi di persone, tra Cina e India, hanno iniziato ad integrarsi con il mondo occidentale: consumano energia, beni, producono tecnologie ed hanno gli stessi stili di vita. Per competere ed avere un ruolo in questo nuovo scenario, l’Occidente e anche l’Italia devono reinventare un sistema Paese”.
Ecco quindi la formula per affrontare questa sfida: deve essere la nostra anima a trasformare, progettare il mondo in armonia tra esterno e interno.