La foto del mese
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di Maria Rita Sciarrone
Che sono molto giovani Erasmus lo riconosci dal volto sorridente e da quell’aria scanzonata e curiosa. La loro età oscilla tra i 20 e i 23 anni, provengono per lo più dalla Spagna, parlano correntemente due o più lingue e frequentano in stragrande maggioranza la Facoltà di Scienza della Comunicazione. Per questo primo semestre, l’Università di Macerata ha accolto circa novanta studenti provenienti da tutta Europa, Li abbiamo incontrati alla giornata di benvenuto e chiacchierare con loro è stato un po’ come tornare matricole.
Elina 20 anni, studia Storia dell’arte ed è l’unica Lituana. “Ho scelto di fare l’Erasmus in Italia perché il vostro paese è l’arte per antonomasia. Una città valeva l’altra, ma ho preferito una realtà universitaria più piccola”. Dello stesso avviso Pilar, 21 anni, di Barcellona. “Macerata l’abbiamo inserita come prima scelta perché si trova in una posizione strategica, è a misura di studente e rispetto ad una città come Bologna è molto meno cara”.
“E poi ci siamo ambientate subito - aggiunge Laura, 21 anni, anche lei di Barcellona - grazie agli Erasmus Buddy (studenti che in modo del tutto gratuito e volontario si offrono di accogliere i ragazzi Erasmus, ndr.) che ci hanno aiutato a trovare una stanza e a conoscere la città”.
Candela, 20 anni de La-Coruňa, è, invece, rimasta colpita dall’architettura di Macerata. “La nostra città è più moderna. Qui sembra di fare un salto indietro nel tempo”. Patricia, 21 anni, di Barcellona, è ancora un po’ stordita e non si sbilancia, ma al primo impatto si dice contenta della scelta fatta. E poi c’è Anna, 21 anni, di Innsbruck, che studia Linguistica alla Facoltà di Lettere. L’alternativa per lei era quella di andare a Salerno, ma ha preferito Macerata, “perché l’università qui si trova al centro storico, mentre mi hanno detto che a Salerno sta in una zona periferica. Inoltre ho avuto modo di parlare con una ragazza della mia città che ha studiato qui l’anno scorso e mi ha parlato benissimo di quest’ateneo; così mi sono convinta”.
Elena 20 anni, di Saragoza e Alberto 21 anni di Salamanca ci raccontano, invece, di alcuni problemi che hanno dovuto affrontare per il reperimento dell'alloggio e a causa della burocrazia che sommerge il nostro paese. “Ma grazie ai ragazzi del Centro Rapporti Internazionali - gentilissimi e disponibili - tutto è stato risolto in pochissimi giorni”. Alberto e Anna del resto non sono alla loro prima esperienza in Italia. “Io sono stata un anno in Sardegna - racconta Anna - grazie al Servizio Volontario Europeo (SVE)”.
“Io invece sono stato a Perugia nell’Università per stranieri - interviene Alberto - per un corso di lingua italiana”. E a giudicare dal loro italiano forbito, non sono stati viaggi inutili.
Tra i tanti Europei c’è anche un’australiana, Lana 20 anni, studentessa di Filosofia, che ha usufruito degli accordi bilaterali che l’Università di Macerata ha instaurato con la University of New England di Armidale e che consiglia, a chi decide di fare un’esperienza all’estero, “di non isolarsi con i propri connazionali, ma di entrare il più possibile a contatto con la gente del posto. E’ l’unico modo per aprire la mente e conoscere culture diverse dalla propria”.
E a noi di Cittateneo non resta che darvi il benvenuto, welcome, bienvenue, willkommen, benvingut, bienvenidò, tervetuloà, sutikti, bem-vindo, bun venit, välkommen, velkommen e scusate se ce ne siamo dimenticati qualcuno.