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A Filosofia arriva il cinema

13-10-2009

di Marco Luzzi

A cominciare da mercoledì 14 ottobre e per otto settimane consecutive il Dipartimento di Filosofia ospiterà un Cineforum animato dagli studenti; otto appuntamenti con il cinema d’autore per esplorare le pulsioni intime dell’essere umano. Il sesso, la violenza e la follia saranno visti attraverso l’obiettivo di alcuni fra i più grandi registi di sempre: Stanley Kubrick, Bernardo Bertolucci, Martin Scorsese. Se a questa sacra trimurti aggiungiamo uno che per l’Empireo della macchina da presa è già a mezza via come David Fincher (le matricole ricorderanno Zodiac o Il curioso caso di Benjamin Button, la vecchia guardia Fight Club) il gioco è fatto.

I film saranno proiettati alle ore 21 a cadenza settimanale, presso l’aula A in via Garibaldi 20. Tutti gli spettatori saranno quindi invitati a partecipare al dibattito che caratterizzerà la seconda parte della serata (e niente peli sulla lingua). Ecco il calendario:

  • 14 ottobre Eyes wide shut, di Stanley Kubrick
  • 21 ottobre Full metal jacket, di Stanley Kubrick
  • 28 ottobre Lolita, di Stanley Kubrick
  • 4 novembre Shining, di Stanley Kubrick
  • 11 novembre Arancia meccanica, di Stanley Kubrick
  • 18 novembre Ultimo tango a Parigi, di Bernardo Bertolucci
  • 5 novembre Toro scatenato, di Martin Scorsese
  • 09 dicembre Seven, di David Fincher

A partire da febbraio seguirà un secondo ciclo di proiezioni, questa volta incentrato sull’ironia e sulla filmografia di Woody Allen.

Marco Alessandrelli Montenovo, uno dei tre studenti promotori, ci parla dell’iniziativa: “In realtà questa è la nostra seconda volta: lo scorso anno, spinti anche un po’ dal clima di fermento delle manifestazioni studentesche, ci è piaciuto riflettere sui concetti di libertà e partecipazione; abbiamo visto capolavori della storia del cinema, ma anche opere moderne come Leoni per agnelli e Mio fratello è figlio unico. L’iniziativa è piaciuta molto agli altri studenti, che nelle ultime due serate ci hanno premiato col tutto esaurito. Quest’anno abbiamo voluto abbandonare un po’ le tematiche sociali (in senso politico) e occuparci di questioni più psicologiche, preferendo, però, ancora accostare diversi registi piuttosto che costringerci nei limiti di un’opera omnia.”

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