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UniMc story 2. Eremitani, domenicani e l'antica Università.

30-06-2011

di Federica Senigagliesi

Cittàteneo prosegue con il racconto della storia dell'Università di Macerata. Ci eravamo lasciati al 1° luglio del 1540, quando Papa Paolo III istituì "ufficialmente" l'Ateneo (leggi articolo precedente).

Una città di avvocati

Il nuovo Studio si andò ad affiancare al già esistente Collegio degli avvocati e procuratori, detto anche Collegio di Santa Caterina, anch'esso istituito per mezzo di una bolla papale, quella di Leone X, nel 1518, che concesse la facultas doctorandi, cioè la facoltà di conferire la laurea agli studenti più bisognosi. Nel 1589 la città diventò sede anche del Tribunale della Rota, ma era già il centro amministrativo della provincia ed erano numerose le libere professioni attinenti al Diritto che, dopo la prima metà del '500, vi si svolgevano. La tradizione della giurisprudenza a Macerata nasce proprio da questa pratica già molto diffusa allora, anche se è importante sottolineare come, prima di questo periodo, il Diritto e la Legge fossero appannaggio esclusivo del ceto nobiliare: chi accedeva al dottorato veniva "investito" con un rituale simbolico molto simile all'investitura cavalleresca. Macerata espresse da subito la volontà di rendersi autonoma dal potere centrale, contro le ingerenze dei governatori; si creò quindi una sorta di concorrenza tra il collegio dei dottori curiali - presieduto dalla Curia - e quello dei dottori legisti - presieduto dal Rettore della Marca, ovvero da un'istituzione cittadina.

Ai frati la cattedra in teologia

Tra l'altro, i dottori curiali del Collegio di Santa Caterina godevano di molti privilegi e ne ricavavano anche dei profitti economici: tutti fattori che spingevano molta gioventù a intraprendere un corsus in legibus. Ecco perché c'erano molti liberi professionisti e molti lettori – cioè professori - di giurisprudenza. Questa numerosa presenza creò, però, difficoltà al Consiglio di Credenza della città, che era l'organo comunale supervisionato dal vescovo e che nominava i lettori giuristi per i corsi universitari: se, infatti, era molto facile reperire lettori di materie legali, era assai difficile trovarne per quelle teologiche e filosofiche. È per questo che il Collegio dei Legisti iniziò una collaborazione lunga secoli con gli ordini ecclesiastici della zona, che cominciarono, così, ad insegnare nell'università. Il primo incarico ufficiale di questo tipo viene dato nel 1543 a Fra' Lorenzo Vici da Montalto, predicatore e priore del convento degli Eremitani agostiniani di Macerata. Lesse testi di logica, filosofia e teologia fino al 1547. La cattedra di teologia restò agli agostiniani fino al 1670, quando gradualmente furono sostituiti dai domenicani. L'ultimo lettore domenicano fu un predicatore palermitano esperto di lingue orientali, che restò all'università di Macerata fino al 1822.

(Parte due - continua)

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