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Quanno se scartocciava...

25-11-2009

di Claudia Zavaglini

Nell’ambito del Progetto “Dialetto” - progetto di ricerca e studio dei documenti linguistici e della produzione letteraria in dialetto dei territori delle Comunità montane dei Monti Azzurri e delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino promosso dal Dipartimento di Ricerca linguistica, letteraria e filologica, insieme alla Provincia e alle Comunità montane dei Monti azzurri e delle Alte valli del Potenza e dell'Esino - dopo l’antologia “… Lì comincia ‘na vallata che pare un budéllu…”, è stata edita la seconda raccolta antologica, “Quanno se scartocciava”, curata da Marina Pucciarelli, assegnista di ricerca in seno al Progetto.
Mentre la prima pubblicazione (2006) era stata interamente dedicata ai testi dialettali letterari ascrivibili all’area della Comunità Montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino, questa seconda antologia (2009) propone una raccolta di testi riconducibili invece al territorio della Comunità Montana dei Monti Azzurri.

Il titolo riprende un testo curato da A. A. Bittarelli e vuole essere emblematico di un mondo che coniugava felicemente la “scartocciata”, ovvero la scartocciatura, l’operazione con cui le pannocchie vengono liberate dalle brattee, e uno stare insieme fatto anche di incontri, racconti, musica, danza e poesie.

Il volume è suddiviso in dieci sezioni tematiche (L'amore: pene e contentezze, stornelli, rispetti e dispetti; Li contadì; Chji va e chji rvène...; Se fa pe' rride; La pulitica; Lu paese nostru; Le cose de la vita; Lu tembu; Mestecanza; La rilijó) e raccoglie testi dialettali vari sia per provenienza (Tolentino, Colmurano, Gualdo, Sarnano, San Ginesio, Belforte del Chienti, Sant’Angelo in Pontano, ecc.), che per genere - per cui sono presenti poesie in vari metri, dialoghi, una commedia dialettale, racconti, ecc. – ed epoca; l’arco cronologico a cui l’antologia fa riferimento è infatti ampio: si va da autori nati nel XIX secolo ad autori attivi ancora oggi.

Ci auguriamo che questa selezione antologica, frutto del lungo lavoro di raccolta dati portato avanti in seno al Progetto e veramente rappresentativa delle parlate del territorio della Comunità Montana dei Monti azzurri, possa essere non solo uno stimolo a riscoprire uno dei dialetti più trascurati in Italia ma anche un invito a riconsiderarne e rivalutarne le peculiarità.

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