La foto del mese
Canti e balli nelle piazze

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Il “miglior bilancio di esercizio redatto secondo i principi contabili nazionali” è quello dell'azienda recanatese Clementoni. Si tratta dei premi “Bilanci di Marca 2012” assegnati durante una cerimonia nell'Aula Magna dell'Università di Macerata. Da quattro anni ormai, l'ateneo maceratese, insieme all'Università Politecnica della Marche e all'Università di Urbino Carlo Bo, accordano questo riconoscimento alle aziende marchigiane che si sono contraddistinte per una buona gestione delle proprie risorse economiche e hanno redatto i migliori bilanci di esercizio per l'anno precedente.
La seconda azienda classificata quest'anno è stata Bag di NeroGiardini di Monte San Pietrangeli, mentre il terzo posto del podio è stato conquistato dalla Eusebi Impianti di Ancona. Per quanto riguarda la categoria “Miglior bilancio d'esercizio redatto secondo i principi internazionali”, l'impresa vincitrice è Navigazione Montanari, mentre il “Miglior bilancio consolidato redatto secondo i principi internazionali” è quello di Indesit Company. Infine, il premio “miglior bilancio per le imprese di minori dimensioni di ogni provincia” è stato vinto da Duna Di Falconara Marittima (An), Ascoli Servizi Comunali (Ap), Svila di Visso (Mc), Cmt di Chiusa di Ginestreto (Pu) e Euroinga di Porto Sant'Elpidio (Fm).
Sono state 400 le imprese che hanno partecipato alla “gara”, individuate in base alle dimensioni e alla loro sede legale, che doveva necessariamente essere all'interno della regione Marche. “Bilanci di Marca”, come sottolineato in apertura della cerimonia di consegna dei premi dal professor Giulio Salerno, direttore del Dipartimento di Economia e diritto dell'ateneo maceratese, è un ottimo esempio di collaborazione tra il mondo accademico e le aziende del territorio. “Si è, finalmente, affermato il pensiero liberale – ha detto il professor Salerno – ed è fondamentale che le università collaborino con le imprese perché si instauri uno scambio molto proficuo di informazioni e risorse umane”. Inoltre, parlando della cooperazione tra i tre atenei marchigiani, il direttore ha evidenziato anche l'importanza di un lavoro sinergico tra le stesse università: “A volte, le università hanno delle difficoltà a mettersi d'accordo. Noi, invece, ci siamo riusciti perché consapevoli dell'importanza di fare sistema davanti alle sfide dell'economia”.
Infine, durante l'incontro sono state presentate anche due indagini curate dall'Osservatorio dei bilanci aziendali, che ha il compito di elaborare un'analisi comparativa su come stanno cambiando i comportamenti delle imprese in relazione alla redazione del proprio bilancio, oltre a valutare le performance economiche e finanziarie di aziende con un fatturato superiore a 30 milioni di euro o con più di 80 dipendenti.
Secondo i risultati ottenuti dall'Osservatorio, le aziende stanno affrontando un calo di circa il 4,4% del loro volume di attività, mentre rimane comunque stabile al 71% il numero delle imprese che anche nel 2011 hanno registrato un incremento del fatturato rispetto all'anno precedente. Visto il momento di crisi, le aziende, ovviamente, investono di meno (-5,6%), ma nonostante ciò, il 22% delle imprese registra una crescita dei volumi di fatturato e anche buoni margini di redditività, dati che fanno sperare in una ripresa più veloce rispetto alle attese.
Ogni settimana docenti da tutto il mondo arrivano a Macerata, per tenere lezioni sul tema dell’accessibilità ai media. E’ l’offerta del master di primo livello Amac, tenuto interamente in lingua inglese e organizzato dall’Università di Macerata. Cittàteneo ha raccolto le impressioni di alcune studentesse iscritte.
Amac, acronimo di Accessibility to Media, Arts and Culture, è un nuovo corso, unico nel suo genere, avviato il 10 gennaio dal Dipartimento di Studi Umanistici UniMC e patrocinato da importanti organizzazioni. Il Museo Nazionale del Cinema, la Rai, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e il museo MoMA di New York sono alcune delle realtà coinvolte, tra patrocini e collaborazioni. Il master, di durata annuale, è diviso in diversi moduli. Dopo una prima parte teorica sull’accessibilità e su tematiche affini, agli studenti viene data la possibilità di sviluppare competenze per realizzare strumenti specifici, come audio guide, materiali multisensoriali o sottotitoli dal vivo o in remoto. Grande attenzione è rivolta anche alle diverse modalità di fruizione delle informazioni tramite web. Tutte caratteristiche, quelle appena citate, che acquisiscono un’importanza primaria nella creazione di contenuti destinati ad utenti con disabilità. Il corso aprirebbe all’inserimento in contesti lavorativi e di ricerca, anche esteri, grazie all’utilizzo dell’inglese negli insegnamenti e alla partecipazione di personalità del settore. Il Polo didattico Pantaleoni a Macerata ospita le attività in presenza. Sono previste, poi, lezioni a distanza on-line, insieme a project work o stage.
Tre studentesse del corso, tutte tra i ventitré e i ventisei anni, hanno fornito il loro parere sull’iniziativa. "Il master apre gli occhi su realtà che non vengono prese in considerazione o che vengono considerate secondarie" dice Chiara, riferendosi alle condizioni di accesso al mondo da parte dei disabili. La ragazza parla di un corso che offre molti spunti per possibili sbocchi occupazionali e che si basa su attività pratiche. Gli iscritti vengono chiamati, ad esempio, a fare ricerche su argomenti come la lingua italiana dei segni o la scrittura Braille. "La presenza di docenti non udenti o non vedenti rende il master un’esperienza coinvolgente" afferma ancora Chiara. Un altro aspetto positivo è relativo al fatto che gli insegnanti cambiano ogni settimana, spiega Michela, aggiungendo che "alcune lezioni sono molto tecniche, ma in tutte si spiega in modo pratico come lavorare nell’ambito dell’accessibilità". Il linguaggio specialistico richiede un livello medio-alto dell’inglese, afferma Marina. Tutte le intervistate dicono, però, di non avere problemi nella comprensione delle lezioni, vista la loro formazione in lingue. E questo nonostante i diversi accenti dei docenti, provenienti da Europa, America e Africa. Un elevato livello di istruzione dovrebbe aprire a un lavoro specializzato. Tutte e tre le studentesse, infatti, sperano di trovare un’occupazione connessa agli studi svolti.
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All’Università di Macerata è tempo di creatività. L’Ateneo ha infatti avviato le selezioni per la raccolta di nuove idee, che andranno a caratterizzare la prossima campagna pubblicitaria per le immatricolazioni. Per i vincitori sono previsti premi che vanno da 500 a 4.000 Euro. Il concept della campagna, e del concorso, è incentrato sul legame tra l’Università e la lirica: “Unimc: la nostra Opera”. Una scelta, quella del tema, effettuata per promuovere la forte vicinanza, storica e culturale, dell’Ateneo con l’Arena Sferisterio e per sottolineare l’importanza dell’opera come linguaggio universale. Bisogna considerare, poi, che nel 2013 si celebra il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. "L’opera è “contemporanea” e può parlare ai giovani" si legge nel bando. Un messaggio che arriva dopo il ringiovanimento della direzione artistica dello Sferisterio. E proprio ai ragazzi e alle ragazze è rivolta una parte del concorso.
Con la selezione si punta ad ottenere due generi diversi di comunicato, quindi due “azioni”. La prima è relativa a proposte creative per la campagna istituzionale 2013. La seconda azione ha come obiettivo la raccolta di idee visive. Queste ultime saranno utilizzate in un momento successivo, in una mostra organizzata nel periodo di svolgimento della campagna. Il primo genere di comunicato è rivolto ai liberi professionisti della comunicazione, con partita Iva, operanti nel settore da almeno cinque anni. I partecipanti dovranno interpretare il concept dato e sintetizzare il loro pensiero in una proposta visivo/verbale. Il progetto vincente costituirà la base per il lavoro alla campagna pubblicitaria Unimc 2013/2014. Affissioni, carta stampata, banner su Internet e social network saranno i media attraverso i quali i contenuti verranno veicolati. Probabilmente, però, il punto che interesserà la gran parte degli universitari è il secondo previsto dal bando, cioè quello basato sull’elaborazione delle idee visive per la mostra. Questa azione, infatti, è aperta ai giovani dai 18 ai 35 anni. Chi parteciperà al bando dovrà elaborare un concetto originale e presentarlo tramite fotografia, disegno o elaborazione grafica, accompagnandolo con una parte testuale, se lo ritiene necessario. Rimanendo all’azione due, non sono previsti particolari prerequisiti, conoscenze o esperienze professionali.
Tutti i candidati del concorso, che potranno accedere da soli o in gruppo, dovranno consegnare i contributi su fogli di carta A3 e in formato digitale tramite immagini su Cd-rom o Dvd. Rilevanti sono i premi previsti per i vincitori. Chi sarà selezionato per l’azione 1 riceverà la somma di quattromila euro per il lavoro che svolgerà, insieme all’Ufficio comunicazione dell’Ateneo, nella realizzazione della campagna. Per quanto riguarda l’azione 2, invece, sono previsti mille euro per il primo classificato e cinquecento euro per il secondo. La presentazione delle domande scade alle ore 12 del 22 marzo. Per avere informazioni dettagliate sul regolamento, si può cliccare www.unimc.it e visitare la sezione “Ateneo > Bandi e concorsi”.
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Non tutti gli universitari decidono di fare l’Erasmus durante il percorso accademico. I motivi della scelta potrebbero essere diversi: un lavoro in Italia, un’attività agonistica che non consente un periodo di mobilità internazionale, oppure, magari, un particolare legame sentimentale che rende difficile l’idea di un trasferimento, anche temporaneo, in un altro Paese. Così, si può arrivare alla laurea senza aver fatto una delle esperienze più amate dagli studenti. Le opportunità occupazionali o di studio fuori dal nostro Paese, però, non si fermano al programma Erasmus. Numerosi sono i servizi e i programmi ai quali possono avere accesso i neo-laureati.
Il Centro Rapporti Internazionali (Cri) dell’Università di Macerata ha fornito a Cittàteneo alcuni consigli in tema di mobilità post-lauream.
Se si è alla ricerca diretta di un lavoro, è possibile usufruire del servizio Eures (http://eures.europa.eu). La sigla indica un’organizzazione nata nel 1993 da una decisione della Commissione Europea, per agevolare la mobilità professionale dei lavoratori del continente. I contatti locali di questa rete di servizi sono i consulenti e i referenti operanti presso i centri per l’impiego. Grazie ad una convenzione, siglata nel 2010 tra la Provincia di Macerata e gli atenei di Macerata e di Camerino, un’attenzione particolare è stata rivolta anche agli universitari, con l'organizzazione di colloqui dedicati proprio a questi ultimi. Nella sede del Cri Unimc, infatti, ogni giovedì dalle 9 alle 14 è attivo uno sportello gestito dalla consulente Eures provinciale, Sabina Riatti. Durante gli incontri vengono illustrate le possibilità di ingresso nei mercati del lavoro dei paesi europei, con spiegazioni su come far riconoscere il titolo di studio all’estero e sul funzionamento dei mercati occupazionali fuori Italia, fino all’illustrazione dei diversi programmi internazionali accessibili. Inoltre, viene offerto un supporto alla preparazione del curriculum vitae in inglese, anche tramite spiegazioni delle normative per la compilazione del documento e dritte in merito ai modelli da utilizzare.
Servizio volontario nel mondo
Un'altra chance per vivere un periodo fuori dal nostro Paese è rappresentata dal programma Sve. Il Servizio Volontario Europeo (http://serviziovolontarioeuropeo.it) è finanziato dalla Commissione Europea e dà la possibilità ai giovani, tra i 18 e i 30 anni di età e residenti nel continente, di svolgere volontariato all'interno di una organizzazione o di un ente pubblico in Europa, Africa, Asia o Sud America. L’impegno può occupare dai due ai dodici mesi ed è previsto un rimborso per le spese di viaggio, insieme alla copertura completa dei costi di vitto e alloggio. Tra i molti settori di intervento, figurano quelli dello sport, della cultura, dell’assistenza sociale, dei media e della cooperazione allo sviluppo. In questo caso non si parla di lavoro, ma di arricchimento relazionale, culturale e linguistico.
Altri programmi sono il Leonardo da Vinci e il Coasit. Il primo consente anche ai neo-laureati di effettuare un periodo di tirocinio di almeno tre mesi in paesi europei. Con il secondo, tramite una selezione, a un laureato Unimc viene assegnato un incarico di insegnamento e di assistenza all’insegnamento dell’italiano presso delle scuole in Australia. Per rimanere aggiornati sulla pubblicazione dei bandi e per avere maggiori informazioni su ognuna delle iniziative qui citate, è possibile raggiungere il Cri (LINK sito CRI) in via Pescheria Vecchia a Macerata.
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L'Università di Macerata può vantare un “Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l'infanzia”, altamente specializzato nell'ambito della ricerca storico-educativa. Per conoscerne meglio le caratteristiche e per comprenderne bene le funzioni abbiamo intervistato la prof.ssa Anna Ascenzi, direttrice del Centro e del Museo "Paolo e Ornella Ricca" ad esso annesso.
Qual è la sua professione e il suo ambito di ricerca?
Sono professore ordinario di Storia dell’educazione e insegno Teoria e storia della letteratura per l'infanzia al Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo. I miei ambiti di ricerca sono la storia della letteratura per l'infanzia, la storia dell’educazione di genere, la storia delle pratiche didattiche, delle discipline scolastiche e della manualistica scolastica
Come funziona la gestione del Centro e chi ne è preposto?
Il nostro Centro è una struttura finalizzata alla ricerca altamente specializzata nel campo della storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia e coinvolge un ampio numero di studiosi e ricercatori, non soltanto del nostro Ateneo, ma di numerosi atenei italiani e stranieri.
Da quando esiste il Centro?
Il Centro esiste dal 2004. E’ nato dall'esigenza di dotare l'Università di Macerata di un organismo specializzato in grado di promuovere il reperimento, la conservazione e lo studio delle fonti e della documentazione archivistica e a stampa relative, appunto, alla storia della manualistica scolastica e della letteratura per l’infanzia. Per noi storici, infatti, l'acquisizione delle fonti e della documentazione è indispensabile per la ricostruzione del passato: il Centro, con il cospicuo e importante materiale in esso conservato, cerca di assolvere a questa funzione.
Cosa è conservato all’interno del vostro Centro?
Qui si possono trovare fonti primarie come, ad esempio, “frammenti del passato”, quali libri, quaderni, sussidi didattici, suppellettili e arredi scolastici. Molti di essi sono frutto di donazioni di privati che hanno scelto il nostro Centro per conservare materiali preziosi per studiare e comprendere a fondo una parte importante della nostra storia. All’interno del Centro sono reperibili anche fonti secondarie, quali la letteratura critica e un’ampia bibliografia italiana e internazionale di settore.
Proprio per questo motivo, al fine di favorire una più rapida e agevole consultazione del materiale da noi custodito, il Centro dispone di una Biblioteca specializzata e di un Archivio storico. Inoltre, per “aprirsi” alla città e al territorio nelle sue diverse articolazioni, abbiamo allestito un Museo della Scuola, intitolato ai principali donatori (Paolo e Ornella Ricca, ndr), e stiamo predisponendo anche uno specifico sito internet per meglio illustrare le finalità e i progetti del Centro e del Museo.
Come potranno gli studenti usufruire dei servizi del Centro?
Gli studenti possono consultare i libri della nostra Biblioteca facendo richiesta alla Biblioteca del Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo. Per visitare il Museo, invece, è necessario fissare un appuntamento.
In conclusione, quali sono, secondo lei, i vantaggi per la città di Macerata e soprattutto per l’Ateneo derivanti dalla presenza di una simile struttura?
Siamo convinti che il Centro sia un bene al servizio non solo degli studenti universitari, ma anche degli alunni delle classi di ogni ordine e grado e, più in generale, di tutti i cittadini.
Innanzitutto, ci piace ricordare come, grazie alle iniziative già avviate, la nostra struttura contribuisca alla formazione degli iscritti al corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, nonché alla formazione dei docenti di scuola secondaria nell’ambito del Tirocinio Formativo Attivo. Ci piace considerare il nostro Centro come un piccolo, ma prezioso tesoro atto a diffondere una “cultura della scuola” in una società che, purtroppo, sta smarrendo sempre più il valore reale dell’educazione e delle istituzioni quali la scuola.
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“Storia dell'occasione. Intorno al Risorgimento e all'età contemporanea”. Si intitola così l'ultimo libro del professor Michele Millozzi, docente di storia del Risorgimento, presentato lo scorso mercoledì 13 dicembre, nell'Aula Magna dell'Università di Macerata durante un incontro con docenti e studenti dell'ateneo, ma anche personaggi importanti della scena politica maceratese, come l'avvocato Bruno Mandrelli, che hanno segnato le “occasioni” di collaborazione tra l'Unimc e il Comune. Alla presentazione del volume sono intervenuti anche il direttore del Dipartimento di studi umanistici, il professor Filippo Mignini, e i docenti dell'Università di Macerata, Diego Poli e Paola Magnarelli.
“Storia dell'occasione. Intorno al Risorgimento e all'età contemporanea”, edito da Scocco, è una raccolta di saggi del professor Millozzi che rappresenta il suo lungo percorso di pensiero sui fatti salienti accaduti negli ultimi due secoli. Come ha spiegato anche il professor Mignini, in questo volume, l'occasione è intesa nel senso più comune del termine, cioè come intrecci di momenti, persone e situazioni che spesso la storia ignora oppure diventano essi stessi storia del mondo. Da questa riflessione è nata anche la domanda del professor Mignini sul criterio di selezione e valutazione dei “dati” che sono la nostra vera storia.
Ed è a questo punto che si arriva ad un'altra riflessione importante, che non guarda più a quello che c'è già stato, ma al futuro: come cambierà la ricerca storica, che dovrà ripercorrere le “occasioni” del nostro presente, nel momento in cui diventerà passato? Come ha sottolineato il professor Poli, i mezzi informatici hanno mutato profondamente la nostra vita, la comunicazione, lo stesso rapporto che abbiamo con la realtà che ci circonda. Insomma, è cambiata la nostra storia e sarà decisamente diversa anche la modalità con la quale chi verrà dopo di noi leggerà quello che succede oggi.
E, a proposito di occasioni, la presentazione del libro di Millozzi è stata anche un momento di riflessione sulla sinergia nata più di 20 anni fa tra l'allora assessorato alla cultura del Comune di Macerata, guidato dall'avvocato Bruno Mandrelli, e l'allora facoltà di Lettere e filosofia, che ha portato a pubblicazioni come i "Quaderni del Teatro Lauro Rossi", all'epoca uno dei teatri più importanti nel panorama culturale nazionale. “Il mio sogno – ha raccontato Mandrelli – era di recuperare quella parte inutilizzata del Centro storico e dedicarla a una forte presenza di studenti ed artisti. Anche se non ci siamo riusciti, sono sicuro che il rapporto tra ateneo e città è rimasto molto forte”. Anche questo è la storia di un'occasione.
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Mario Moschini, scrittore di libri per bambini, si fa docente per un giorno e racconta agli studenti di Scienze della formazione come si svolge la sua attività.
Lei è uno scrittore di libri per l'infanzia. La prima domanda che nasce spontanea è: come sceglie i temi da trattare?
Per scegliere gli argomenti mi rifaccio alla quotidianità e alla mia esperienza personale di genitore e di insegnante, poiché, come dice Umberto Eco, “come sempre, la narrazione s’intreccia con la vita dell’autore e del lettore”.
Lei scrive spesso in rima. Cosa pensa della poesia? A suo parere, quale ruolo e funzione può rivestire nella scuola contemporanea e in che modo bisognerebbe usarla?
Quando chiesero ad Aristotele: “A cosa serve la filosofia?”, la sua risposta fu: “A nulla, perché la filosofia non è una serva”. Anche la poesia, come la musica e l’arte in genere, “non serve a niente” in termini di produttività ma, a dirla con Gianni Rodari, “riguarda direttamente la felicità dell’uomo” e ha la capacità di creare uno spazio interiore per riflettere su noi stessi e sul mondo. Nella poesia c’è l’antidoto contro la “banalità del vivere”, perché non accetta la realtà come un dogma ma cerca di guardarla da un’ottica diversa, divergente, meno scontata e meno frequentata. Per questo la poesia è sovversiva, e per questo è più vicina ai ragazzi e ai giovani di quanto comunemente non si creda. Nel mondo della fretta e della velocità, de “il tempo è denaro” e del profitto fine a se stesso, essa va in controtendenza: è un’interruzione che segna una crepa. Anche per questo è sovversiva: perché intralcia, con la sua ampiezza di senso, il canale della comunicazione finalizzata. Utilizzare la poesia a scuola non ha lo scopo di fabbricare piccoli poeti, ma quello di aiutare a crescere futuri lettori di poesia. Ed è importante leggere poesia, perché mi fa capire che l’altro è uguale a me dal momento che posso riconoscermi in ciò che scrive e che gli viene dal profondo. Ciò che viene dal profondo è intessuto di emozioni e sentimenti; la capacità di comprenderli non nasce da sé, per incanto. Per avvicinarsi alla poesia, un bambino deve avere la possibilità di giocare con le parole manipolandole, come se fossero mattoncini “Lego”: imparerà, così, ad esplorarne tutte le possibilità semantiche, associative ed evocative, per ampliare i suoi mezzi espressivi e acquisire la consapevolezza della convenzionalità del nesso esistente tra il piano del significante e quello del significato.
Lei pone grande attenzione alle diversità. In che modo la letteratura ne aiuta la comprensione?
Fra i tanti meriti della letteratura c’è anche quello di invitarci a metterci nei panni dei protagonisti delle vicende in cui ci immergiamo. In questo modo, con le sue storie e i suoi racconti di vita, ci regala uno sguardo meno superficiale sulle persone e sul mondo, perché ci aiuta a percepire gli altri come persone complesse. “Una volta che si sia percepito qualcuno come una persona complessa, con i suoi errori e le sue lotte – afferma Hazel Rochman in “Contras las fronteras” – si è superato lo stereotipo perché è emersa la similarità con il nostro stesso modo (complesso) di essere”.
Quali sono gli aspetti negativi che lei vede nella società e su quali bisogna lavorare attraverso l'educazione? Quali sono, al contrario gli aspetti positivi che vede come punto di forza?
Oggi stiamo vivendo una deriva culturale, caratterizzata da indifferenza, diffidenza e individualismo, dominanza dell’apparire sull’essere, accettazione passiva del pensiero prevalente e schiacciamento sul presente per mancanza di futuro. Tutto ciò comporta un grave rischio: “Nel vuoto della cultura - scrive Pennac - il rischio è non aspettarsi più nulla: nel deserto la tentazione è il deserto stesso”. Ma l’educazione umana, come “umanizzazione dell’uomo”, ha bisogno di orizzonti di senso, di valori e di speranza. L’aspetto positivo consiste nel fatto che esistono persone, nella scuola e fuori, in grado di riorganizzare la speranza, di fornire ai ragazzi una cornice di senso e comportamenti che portino alla condivisione. Riorganizzare la speranza vuol dire: lavorare sui sentimenti attraverso fiabe, storie e racconti, in modo che l’emozione sappia diventare parola e non sia costretta sfociare nel gesto inconsulto. Perché l’emozione, se non trova il veicolo della parola, ricorre al gesto; valorizzare la gentilezza, scriveva Hetty Hillesum “è un valore sommesso e discreto, una forma di coraggio senza violenza, una forma di forza senza durezza: e per opporsi alla barbarie bisogna essere forti”.
Pensa che i bambini di oggi abbiamo perso il gusto della lettura? E se sì, perché?
I bambini di oggi, e di ogni tempo, non hanno il gusto della lettura se non c’è stato qualcuno che gliel’abbia fatta assaggiare al momento giusto. Ai bambini piace moltissimo ascoltare fiabe, storie e racconti perché, come scrive Rita Valentino Merletti, la loro fame di racconti è fame di esperienze che, seppur vissute con l’immaginazione, costituiscono un buon banco di prova per imparare a governare emozioni ed esperienze reali. Purtroppo, il numero dei genitori che raccontano o leggono qualcosa al loro bambino, la sera prima che si addormenti, è molto diminuito negli ultimi venti-trenta anni. Dicono che non hanno tempo e che alla sera sono troppo stanchi. Ma “il tempo che regalo agli altri con amore è un tempo che regalo anche a me stesso”.
Domanda banale, quanto guadagna uno scrittore di libri per bambini? Al giorno d'oggi si fa più per passione o per “tirare a campare”?
Con il mio ultimo libro: “Non ci provare a prendermi in giro!” (in cui suggerisco ai bambini parole per difendersi, con leggerezza e umorismo, dall’ottusità e dal bullismo), a me viene il cinque per cento sul prezzo di copertina. Ma, nonostante gli scarsi guadagni, chi scrive per i bambini rischia di essere felice, perché scrive il mondo come lui vorrebbe che fosse e finisce per crederci.
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Scade domani, 22 novembre, il termine ultimo per iscriversi alla “Specom”, la Scuola di pedagogia e comunicazione musicale con sede a Macerata. Dopo il successo ottenuto nella scorsa edizione, alla quale hanno partecipato anche diversi studenti Unimc, tornano i corsi basati sullo studio interdisciplinare della comunicazione musicale. Gli universitari dell'Ateneo di Macerata che parteciperanno, potranno ottenere il riconoscimento di crediti formativi. Luca Bertazzoni, responsabile e docente della Scuola, ha illustrato le caratteristiche e le novità di questa seconda edizione di “Specom”.
“L'idea alla base dell'iniziativa è quella di proporre dei percorsi non tecnicistici. Non si insegna a suonare e non si insegnano la tecnica e gli aspetti linguistico-musicali. –spiega Bertazzoni – E' una scuola di approfondimento, che presuppone una buona formazione culturale di base e che si rivolge prevalentemente agli universitari. Vogliamo legare la musica agli altri campi del sapere”. Le discipline insegnate possono offrire approcci di taglio filosofico o estetico, oppure spaziare dalla multimedialità alle scienze della comunicazione, fino alla storia dell'arte. Per frequentare le lezioni, non è necessario essere musicisti. Il corpo docente è formato da insegnanti di conservatorio, dell'università e del mondo della scuola e, oltre a Bertazzoni, è composto da Enrico Bottegal, Maria Elisabetta Bucci, Andrea Garbuglia e Marcello La Matina.
Rispetto allo scorso anno, diverse sono le novità previste. La sede della scuola è passata da Fermo a Macerata ed è ubicata presso la “Domus San Giuliano”, in via Cincinelli 4. I corsi prenderanno il via il 23 novembre e si svolgeranno di venerdì pomeriggio, dalle 15 alle 19, fino a marzo 2013. Orari e luoghi stabiliti potrebbero essere comodi anche a quelli che già si trovano nel Capoluogo maceratese per la frequenza delle lezioni universitarie. Dopo i buoni risultati raggiunti nell'edizione precedente con una classe di oltre quaranta persone, la “Specom” ha ora allargato la dimensione dell'iniziativa, grazie alle partecipazioni di più realtà di livello nazionale. La prima è quella della Siem (Società italiana per l'educazione musicale), entrata nell'organizzazione dei corsi. E' stata creata anche una collaborazione con l'Università di Padova, per la presenza dei docenti Michele Biasutti e Adone Brandalise in due seminari. Alcune delle tematiche trattate durante gli insegnamenti, e anticipate dal professor Bertazzoni, sono: “la voce”, “il rapporto tra racconto e musica”, “il legame della musica con il cinema e con la multimedialità”.
Gli studenti dell'Università e dell'Accademia di Belle Arti di Macerata possono acquisire crediti formativi dalla frequenza degli incontri. Per gli iscritti Unimc, il numero di cfu riconosciuti varia in base al corso di laurea al quale si è iscritti. Per maggiori dettagli sulle attività della Scuola, sui costi e sulle modalità di iscrizione, consultare il depliant.
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L'Anno Accademico 2012-2013 ha visto ripartire gli incontri del “Cartellone turistico”, progetto che accompagna le attività del Dipartimento di Scienze della Formazione da diversi anni. Il primo incontro, tenutosi il 13 novembre scorso, è stato intitolato “Viaggiare con i libri” e ha presentato una serie di saggi sull'editoria e sui viaggi dell’Ottocento. Per l'occasione, è stato presentato il volume sul tema curato dal prof. Gianfranco Tortorelli. Gian Luigi Corinto, docente di Economia ed estimo rurale presso il corso di laurea di Scienze del turismo, spiega come si svilupperanno quest'anno i seminari.
Il progetto è nato quando era presidente del corso di laurea in Scienze del turismo il professor Giuseppe Nori, con l’idea di fornire agli studenti una formazione aggiuntiva extracurriculare, facendoli incontrare con il mondo del lavoro e delle imprese, invitando operatori e imprenditori a testimoniare le loro iniziative e a rappresentare i contorni reali delle professioni turistiche. Attualmente, continuiamo con lo stesso metodo, allargando la presenza delle imprese e degli amministratori locali e regionali ai nostri incontri.
Anche se la loro organizzazione è parte integrante dell’offerta didattica dei corsi di laurea in turismo e, quindi, è pensata per i nostri studenti, gli incontri sono rivolti a tutti, agli studenti dell’Università di Macerata e alle persone interessate al turismo in tutti i suoi aspetti, che non sono solo economici, ma anche sociali, culturali e ambientali.
Nel corrente anno accademico si prevede di organizzare tre o quattro incontri da qui alla fine del periodo delle lezioni, a maggio. Si pensa che dopo il primo che si è tenuto a novembre, nel 2013 organizzeremo tre incontri, tra marzo e maggio: il primo sarà sulle prospettive del turismo nelle Marche e chiameremo al confronto imprese e amministratori regionali, che già si sono resi disponibili.
E' stato affollatissimo. Il tema proposto era, per la verità, particolare e apparentemente dedicato solo ad appassionati ed eruditi: è stato presentato insieme al libro curato dal Prof. Gianfranco Tortorelli, dell’Università di Bologna, che raccoglie una serie di saggi su editoria e viaggi nell’Ottocento. Eppure, il dibattito è stato vivace e ha dato l’opportunità di discutere del momento attuale del turismo e della situazione delle giovani generazioni di fronte al mondo che cambia, al mondo del lavoro che diviene più complesso e frammentato, ma che offre anche nuove opportunità, ad esempio anche nel settore della produzione di guide turistiche e della loro diffusione attraverso i nuovi media. La formazione di chi opera nel settore ormai deve essere contemporaneamente ampia e molto specialistica.
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L'Università di Macerata propone la I edizione del "Master di I livello per un artigianato artistico d'eccellenza", una vera innovazione per il nostro ateneo che negli ultimi anni ha proposto Master sulla comunicazione, sul marketing, sull'istruzione e che oggi si trova a riscoprire l'importanza del passato come occasione per riflettere sul presente; una riflessione sulla crisi e sulle prospettive per uscirne.
Il prof Roberto Cresti, docente di storia dell'arte contemporanea, rileva come l'idea principale sia quella di agire sull'artigianato dandovi una funzione di raccordo tra passato e presente. Gli piace pensare all'artigiano come << ad Adamo che sa di avere una storia dietro di se>>, una persona che usa i materiali con la delicatezza della prima volta, senza dimenticare ciò che ha appreso.
Il principale obiettivo è quello di creare figure professionali che interagiscano con il mondo economico e produttivo, professionisti al servizio delle realtà locali, come i consulenti d'aziende artigiane capaci di motivare le ditte e promotori della memoria dell'artigianato locale.
Altro protagonista di questa iniziativa è il prof Roberto Lambertini, docente di storia medievale e direttore del Master. Il prof ricorda come agli inizi del II millennio della storia d'Europa, gli artigiani e le corporazioni sono stati portatori della rinascita dopo la crisi della fine del I millennio. Oggi come allora, l'artigianato svolge una funzione fondamentale. Proprio per questo il Master si propone di ridurre la frattura tra Università e mondo del lavoro attraverso un team di docenti formato da esperti di materie umanistiche, docenti di diritto, di economia, dell'accademia di belle arti, cosi come professori provenienti direttamente dal mondo delle aziende. Sono previste anche visite aziendali alla fine di ogni modulo per dare la possibilità di fare pratica sul campo.
Il master è aperto ai laureati ma anche a professionisti i quali hanno la possibilità di frequentare anche solo l'unità didattica più pertinente alla propria professione. Tutte le informazioni utili sono reperibili sul sito http://www.unimc.it/af/master/12/artigianato/
Le iscrizioni sono state prorogate al 30 novembre, il costo è di € 2000; inoltre la Camera di Commercio mette a disposizione un finanziamento di €500 cadauno per i primi 10 studenti, che in possesso dei requisiti previsti nel bando e previa richiesta presentino un migliore punteggio nella graduatoria.
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