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VISTO PER VOI. Matteo Ricci. un gesuita nel regno del drago

10-05-2010

di Ilenia Paciaroni

“Padre Matteo Ricci è oggi una figura moderna, attuale, esemplare per le generazioni future come segno di unità nella diversità con umiltà e rispetto”
Così termina il docufilm “Matteo Ricci. Un gesuita nel regno del drago” che il regista Gjon Kolndrekaj ha presentato nell’Auditorium Accademia di Belle Arti di Macerata nell’ambito del ciclo di incontri “Cinema e storia” insieme al libro sul medesimo argomento.
Il cineasta ha esordito confessando il grande potere di fascinazione che il religioso ha esercitato su di lui fin dal 1976, quando ne ha sentito parlare per la prima volta in Cina. Recatosi a Macerata nel 1980, ha conosciuto Don Otello Gentili, profondo conoscitore del gesuita. Un anno dopo ha ricevuto l’incarico di girare alcuni documentari su temi scelti liberamente e ha deciso di dedicarsi al Ricci. La pellicola ha avuto un grande successo ed è arrivata alla televisione cinese. Con orgoglio il regista ha evidenziato come, grazie anche al suo lavoro, il governo cinese abbia deciso nel 1986 di restaurare la tomba di Padre Matteo Ricci e quelle di circa sessanta gesuiti.

Secondo Kolndrekaj la grandezza del maceratese risiede nell’astuzia e nell’umiltà, con le quali si è avvicinato alla Cina come mai nessun occidentale prima e, grazie all’estrema disponibilità e al rispetto, è diventato cinese tra i cinesi e ha anticipato i tempi, riconoscendo l’importanza di quella terra così lontana da noi. La grande potenza comunicativa del religioso, continua il cineasta, è evidenziata dal fatto che è partito portando con sé gli oggetti che gli hanno aperto le porte della corte: il dipinto della Madonna col Bambino con la prospettiva sconosciuta agli orientali, le carte geografiche, il clavicordio, l’orologio e così via. La sua casa era sempre aperta e riceveva numerose visite ogni giorno. Per trasmettere la sua esperienza in Europa, era solito scrivere ogni giorno tre o quattro lettere. La grandezza di Padre Matteo Ricci risiede, quindi, nell’aver permesso la conoscenza tra le reciproche culture come “gigante della fede” e “protagonista del dialogo tra fede e cultura”.

Il regista, infine, ci ha rimproverati, perché nemmeno a Macerata è conosciuto a sufficienza e non è segnalata neppure la casa natale. La narrazione filmica è relativamente semplice, poiché l’ordine degli eventi è di carattere cronologico. La pellicola, strutturata “come se fosse una favola ai ragazzi”, vuole essere il più accessibile possibile. Il documentario sta avendo un grande successo e fino ad oggi ha superato le trenta proiezioni in Italia e all’estero e se ne parla su circa quattrocentomila siti. L’augurio è che si continui a proiettare anche dopo la conclusione delle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Padre Matteo Ricci.

Regia e sceneggiatura: Gjon Kolndrekaj;
Interpreti Matteo Ricci: Jerry Martinson S.J.; Simone Pieroni; Francesco Marangoni; Leonardo Bernabei;
Fotografia: Willy Tonna.

Copyright © Università degli studi di Macerata