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VISTO PER VOI. Welcome

15-03-2010

di Ilenia Paciaroni

Il cielo e il mare sempre grigi si confondono. Non splende mai il sole e di notte non brillano la luna e le stelle. I primi piani insistiti pongono l’accento ora sulla perplessità ora sul dolore ora sulla tenacia dei personaggi, quasi mai sul sorriso, come se la gioia non trovasse posto.

Il film Welcome affronta uno dei temi più importanti, complessi e dolorosi del periodo attuale e non solo, che sentiamo particolarmente anche in seguito ai recenti fatti di Rosarno. La narrazione ruota intorno al desiderio inarrestabile di un ragazzo curdo, Bilal, di raggiungere l’Inghilterra, dove vive il suo giovane amore, Mina, con la famiglia. Il protagonista è arrivato a Calais in Francia con mezzi di fortuna e, per raggiungere il suo scopo, deve superare l’ultimo ostacolo: la Manica. Prova con gli autocarri, ma non ci riesce. In nave non è possibile. Quale alternativa rimane? Attraversare i trenta chilometri a nuoto. Solo pochi sono riusciti nell’impresa, con il mare d’estate in ottime condizioni e seguiti da un equipaggio. La vita del giovane si intreccia così con quella dell’istruttore di nuoto Simon che, aiutando il ragazzo, salva se stesso.

La storia raccontata è ispirata a un fatto realmente accaduto ed è interessante innanzitutto perché fornisce uno spaccato della società curda da un lato e occidentale dall’altra, l’una con le sue gerarchie e tradizioni, l’altra con la sua inconsolabile solitudine e i compromessi.

All’uscita nelle sale in Francia ha sollevato numerose polemiche, perché critica l’attuale legge francese sull’immigrazione, che stabilisce la condanna fino a cinque anni di reclusione e una multa pari a 30.000 € per i francesi che aiutano gli immigrati clandestini a rimanere nel territorio nazionale. Siamo disposti ad aiutare rischiando il carcere? Com’è la situazione qui, nel nostro Paese?

Regia: Philippe Lioret.
Con: Vincet Lindon (Simon), Firat Ayverdi (Bilal).
Durata: 110 minuti.

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