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di Giorgio Cipolletta
Waltz with Bashir, il film sulla strage dei palestinesi, è un cartone animato del regista Folman, che, arruolato a 17 anni nell’esercito israeliano, ha preso parte alla prima guerra in Libano. Il tema del film animato racconta la tragedia di Sabra e Shatila avvenuta tra il 16 e il 18 settembre 1982, quando le milizie cristiane libanesi distrussero due campi di rifugiati palestinesi alla periferia di Beirut, un’area direttamente controllata dall’esercito israeliano. A scatenare il massacro fu la sete di vendetta dei miliziani falangisti seguita all’assassinio del presidente del Libano, Bashir Gemayel.
Le vittime furono circa 3 mila. “Quell’episodio - sostiene Folman - è stato il punto di svolta nella questione dei rapporti fra arabi e palestinesi”. Da qui si riparte, attraverso un film di animazione.
Waltz with Bashir è come un viaggio psicoanalitico dentro un'amnesia individuale e collettiva. In 87 minuti, una pagina di storia da ricordare. Difficile non pensare ai combattimenti di questi giorni a Gaza. Sostiene Folman: “Niente di realmente serio è stato fatto, in termini di trattative reali e negoziati seri, per evitare la guerra. Così la parola è tornata alle bombe. Sono critico verso il mio governo e verso l'altra parte. Chi detiene le armi non vede la sofferenza della gente, gioca alla guerra come fosse una partita a scacchi. Una giustificazione - religiosa, ideologica, razziale - si trova sempre”. Prima dei titoli di coda l'animazione lascia il campo a 50 secondi di immagini vere, spaventose: il ritorno dei profughi a Sabra e Chatila. “Volevo che, uscendo dal cinema, nessuno pensasse di aver assistito solo a un bel film d'animazione”, precisa il regista.