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di Ilenia Paciaroni
Come difendere il proprio paese? Fin dove è lecito spingersi? Io non lo so, almeno ancora non lo so, perché il Paese dal quale provengo non è minacciato ai suoi confini e al suo interno, ma di certo ogni giovane israeliano deve chiederselo quotidianamente così come ogni giovane palestinese.
Di certo se lo chiede Miral, la protagonista dell’omonimo film diretto dal pittore e regista ebreo americano Julian Schnabel. Tratto dal romanzo “La strada dei fiori di Miral”, autobiografia della giornalista palestinese Rula Jebreal, è una coproduzione francese, israeliana, italiana e indiana.
Profondamente colpita da alcuni bambini palestinesi rimasti orfani in seguito ad attacchi israeliani nella Gerusalemme del 1948, Hind Husseini fonda l’orfanotrofio Al Tifl Al-Arabi (La casa dei bambini). Trenta anni dopo circa vi arriva Miral, accompagnata dal padre che, in seguito al suicidio della moglie, non è più in grado di sostenere l’educazione della figlia. L’orfanotrofio in questione, infatti, risulta essere all’avanguardia e il più idoneo a garantire una solida istruzione alla protagonista. La narrazione segue quindi la giovinezza di Miral alle prese con scelte difficili per difendere la Palestina.
Il pregio maggiore della pellicola è quello di raccontare una storia importante e di tentare, in pochi ciak, di sintetizzarne gli eventi salienti, così da permettere anche a chi non li conosce di avere una chiave di interpretazione degli stessi e di comprendere l’opera. Tuttavia a volte gli accadimenti sembrano susseguirsi in modo eccessivamente semplicistico. Il regista è indiscutibilmente filo palestinese e questo, considerando le sue origini, acquista un importante significato. Dal film trapela che la soluzione è nella collaborazione e nel compromesso e questo non è banale, considerando l’attuale stato delle cose.
Il difetto maggiore, a tratti imperdonabile, è la regia. La macchina da presa si muove troppo soprattutto all’inizio, perché va bene l’utilizzo delle inquadrature soggettive e che assecondi i movimenti e i sentimenti degli attori, ma a tratti procura un fastidio fisico e risulta essere insopportabile.
Scheda tecnica
Regia: Julian Schnabel
Sceneggiatura: Rula Jebreal
Fotografia: Eric Guatier
Montaggio: Juliette Welfling
Interpreti: Hiam Abbass, Freida Pinto, Omar Metwally, Willem Dafoe, Alexander Sidding.