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di Ilenia Paciaroni
“E’ una mamma importante. A me ha distrutto la vita, magari se la conosci, la distrugge anche a te”. Con queste parole il protagonista Bruno descrive la madre Anna che, grazie alla sua avvenenza e vitalità, conquista e ammalia tutti gli uomini e non solo.
Firmato da Paolo Virzì, il film La prima cosa bella narra la vita di Anna dagli anni Settanta ad oggi: il rapporto burrascoso con il marito e la successiva separazione, gli incontri con altri uomini, il continuo conflitto con la sorella e i vari tentativi di trovare lavoro sempre destinati a fallire. La protagonista affronta ogni cosa col sorriso e la forza d’animo e cerca costantemente di proteggere i due figli, Bruno, appunto, e Valeria, coinvolti in tali vicissitudini, anche se lei tenta di evitarlo.
La struttura del film è piuttosto complessa, perché costruita su diversi piani temporali e tematici. Da un lato, si presentano alternativamente le vicende dei protagonisti negli anni Settanta e Ottanta, e nel presente. Dall’altro, si toccano molteplici temi come i rapporti tra genitori e figli, tra fratelli, tra coniugi e tra amanti. È ancora una storia sulla gelosia e sull’amore, sull’invidia e sulla depressione, sulla noia e sulla gioia di vivere. Anche se i personaggi sono un po’ stereotipati, il film è piacevole e godibile.
Regia: Paolo Virzì.
Con: Valerio Mastrandrea (Bruno Michelucci), Micaela Ramazzotti (Anna Nigiotti giovane), Stefania Sandrelli (Anna Nigiotti), Claudia Pandolfi (Valeria Michelucci), Marco Messeri (Il Nesi).
Durata: 116 minuti.