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VISTO PER VOI. L’uomo che verrà

07-06-2010

di Claudia Zavaglini

Dopo Il vento fa il suo giro Giorgio Diritti torna a sorprendere con L’uomo che verrà, un film dedicato al tremendo episodio della strage di Marzabotto.
La pellicola è stata girata nelle provincia di Bologna e a Radicondoli (Siena), con un budget di circa 3 milioni di euro. Nella versione originale il film è in dialetto bolognese, sottotitolato in italiano – evidentemente Diritti presta un’attenzione tutta particolare alla fedeltà linguistica, basti pensare che il precedente Il vento fa il suo giro è in lingua occitana.
Il film narra gli eventi dell’inverno ‘43-‘44 che hanno preceduto la strage nazista di Monte Sole, ma li racconta filtrandoli attraverso lo sguardo della piccola Martina (Greta Zuccheri Montanari), una bambina di otto anni, figlia di contadini, che si trova a vivere l’indicibile tragedia della guerra, fatta anche e soprattutto per lei delle incomprensibili lotte tra tedeschi e partigiani. Martina non parla dal giorno in cui è morto suo fratello, ma in compenso vive con una gioia sommessa l’attesa di un altro fratellino, che nascerà proprio la mattina della strage di Marzabotto. Nonostante il soggetto del film sia, essenzialmente, una tragedia, la pellicola non si conclude con un silenzio, il silenzio del male che non si spiega, ma con la disperata forza di Martina che, nonostante tutto, salvato il fratellino, aspetta ancora cogli ultimi residui di speranza... l’uomo che verrà.
Il regista, nell’approcciarsi ad un soggetto di grande rilevanza come questo, ha tentato di andare oltre le faziosità e le strumentalizzazioni politiche della storia per rifarsi tanto alla bibliografia storica quanto a testimonianze dirette. “L’uomo che verrà vuol essere un film sulla guerra vista dal basso, dalla parte di chi la subisce e si trova suo malgrado coinvolto nei grandi eventi della storia che sembrano dimenticare le vite degli uomini” afferma Diritti nelle note di regia. Il film non vuole essere, allora, soltanto memoria di una strage ma anche memoria di una quotidianità semplice, povera, nella quale sembrano irrompere in tutta la loro violenta la guerra, la Resistenza, “la grande Storia, quella che troviamo nei libri e negli studi accademici, entra nelle case, sui sagrati, nelle chiese, ed uccide”.
Nella catastrofe, però, come abbiamo accennato, sopravvive la speranza, sopravvive un senso delle cose che spesso nelle tragedie viene meno: ed è Martina a esserne la portavoce.

Diritti, portando sul grande schermo i fatti di Marzabotto, ha voluto, più di tutto “mantenere vive e vigili le coscienze degli uomini e anche educare le presenti e le future generazioni affinché un domani un’altra ideologia non trasformi il senso della vita annientando le coscienze”, perché davvero la memoria – non il ricordo, la memoria – può salvare.

SCHEDA
Aranciafilm e Rai Cinema – L’uomo che verrà – un film di Giorgio Diritti. Con Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari. Drammatico | Storico | Guerra. Durata 115 min. Italia 2009. Uscita 22 gennaio 2010.
Vincitore del Marc'Aurelio d'Oro del pubblico al miglior film e del Gran Premio della giuria al Festival internazionale del Film di Roma; sedici candidature e tre premi ai David di Donatello 2010, sette candidature e tre premi ai Nastri d’Argento 2010.

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