La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

| Home | In Evidenza | In Ateneo | Costume e Società | Cultura e Spettacolo | Scienza e Tecnologia | Viaggi ed itinerari | Sport |
di Ilenia Paciaroni
“Dentro questa pellicola c’e’ tutto il mio amore per il cinema”. È ora Audrey Hepburn, ora Marilyn Monroe, ora si volta sorridendo, ora fissa perplessa l’obiettivo e cerca, sempre, di seguire le istruzioni impartitele dal regista. Lena camaleonticamente cambia aspetto e atteggiamento così come le viene detto di fare. È in camerino per la prova trucco, sta indossando una serie di parrucche e il regista Mateo/Harry le sta facendo i primi scatti.
È all’inizio delle riprese del film Chicas y maletas (Ragazze e valigie) nel film Gli abbracci spezzati diretto da Pedro Almodovar con, tra gli altri, Penelope Cruz nel ruolo di Magdalena/Lena e Lluís Homar in quello di Mateo Blanco/Harry Caine.
Mateo è un regista e sceneggiatore di successo che, a causa di un incidente, ha perso la vista e ha deciso di dimenticare il suo vero nome e il passato, per vivere una nuova vita con lo pseudonimo di Harry Caine. Un giorno va a trovarlo un giovane per proporgli di scrivere insieme una sceneggiatura, che racconta in realtà quello che li ha accomunati quattordici anni prima. Con una serie di flashback, quindi, pian piano anche noi conosciamo quel che è accaduto e gli altri personaggi: Lena, il potente uomo d’affari Ernesto Martel (José Luis Gómez) e il figlio Ray-X (Rubén Ochandiano), la direttrice di produzione Judit (Blanca Portillo) e il figlio Diego (Tamar Novas).
Due vite, due nomi, segreti e menzogne, dimensione reale e dimensione filmica. Nulla è come appare e tutti hanno qualcosa da celare o da difendere: Lena nasconde prima la fine della carriera di attrice e la prostituzione e poi la relazione clandestina, Harry Caine dimentica Mateo Blanco, Ray-X assume uno pseudonimo per vendicarsi di ciò che non è stato, Judit decide di mentire... e ancora una volta nel cinema a svelare la verità è la macchina da presa: Ray-X gira un making of di Chicas y maletas, grazie al quale il padre scopre il tradimento della compagna.
Come ha affermato lo stesso Almodovar “Gli abbracci spezzati è un canto d’amore nei confronti della mia professione che è molto di più di un semplice lavoro: è un modo di vivere”. La vita è più vera attraverso l’obiettivo della macchina da presa, che permette di lacerare il velo di Maya. Ecco il perché delle numerose citazioni e del titolo che deriva dal più esplicito dei riferimenti, quello a Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, nel momento in cui vengono riprese due persone colte dalla lava in un abbraccio. C’è addirittura un’autocitazione: Chicas y maletas, infatti, è la parodia di Donne sull’orlo di una crisi di nervi.
Stilisticamente a dir poco considerevole, raffinato ed elegante, con la Cruz brava e bella, si avverte tuttavia l’assenza di qualcosa. Manca di vivacità e di dinamicità. È troppo freddo. Non coinvolge. Il regista spagnolo ci aveva abituato a qualcosa di più …. e ne sentiamo la mancanza.
I film, comunque, bisogna finirli, sostiene Mateo/Harry togliendosi così la maschera e rivelando di essere anche l’alter ego di Almodovar.