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di Giorgio Cipolletta
Anime divelte, strappate. Lui, Lei, un figlio morto. Il Caos regna, tra ragione e dolore, tra il sesso e la tortura, una casa nel bosco (Eden). Lars von Trier porta nelle sale il suo Antichrist.
Opera discussa, ma che conduce il regista a liberarsi dalla depressione da cui era affetto.
“Lascia ch'io pianga/ mia cruda sorte/ e che sospiri la libertà”, con i versi di Handel si apre e chiude quello che il regista danese afferma essere il più importante film di tutta la sua carriera.
Tutte le carte sono scoperte. Le paure, le reazioni degli esseri umani, i sensi di colpa tra sesso e demoni. La storia è quella di due, non si fanno mai i nomi, si pronunciano solamente i pronomi per rendere fede a una grammatica del dolore, la perdita dell’identità.
La scena si apre con i due che fanno l’amore, quando il figlio precipita nel vuoto da una finestra aperta. Il dolore è atroce.
Lui, psicoterapeuta, cerca di razionalizzare l’accaduto, Lei sprofonda nella depressione.
Così Lui decide di prenderla in cura e cerca di metterla di fronte alle paure più profonde e remote. La scena si sposta nella foresta, nella casa nel bosco (Eden).
Qui tutto si sconvolge, la follia si trasforma in male che ha sede nella natura sulla base dell’origine biologica della sofferenza. L’accoppiamento del maschio con la femmina non conduce alla vita, ma bensì alla morte e di conseguenza al trauma del dolore. I segni della natura sembrano quelli di una psicosi, la terra è desolata, il disordine governa nel completo buio. Nero unico colore che fa da sfondo al film, un nero che provoca angoscia, dolore. I tre mendicanti rappresentano i simboli dell’Anticristo, una volpe che annuncia il caos, una cerva saltella con un aborto che penzola dal sesso, un corvo sepolto che esce dalla terra e batte le ali. Ogni ruolo è invertito, il territorio dei corpi producono horror e mutilazioni. L’impossibilità di uscire da se stessi. Lars von Trier identifica nelle donne le vittime predestinate, capaci di prendere in sé le sofferenze del mondo per redimere un’umanità che non merita sacrificio, tutto si rovescia, ciò che rimane unico e fermo è il dolore.
Nella foresta impazzita si disegna perfettamente Il giardino delle delizie di Bosch, l’anima affronta una dura prova, senza pietà. Un film dedicato a Tarkovskij.
Un film di Lars von Trier. Con Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg Horror, durata 100 min. - Danimarca, Germania, Francia, Italia, Svezia, Polonia 2009. - Lucky Red- VM 18