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Violentata

11-12-2009

di Tiziana Lorenzetti

Una goccia di pioggia
cade, lentamente, sul mio corpo.
E poi un’altra e altre ancora.
Sempre più freneticamente
fino a bagnarmi tutta,
fino a confondersi con le mie lacrime
fino a penetrare dentro di me.

Mille gocce di acqua salata
si staccano da un’onda del mare
altre da un antico oceano.
Velocemente percorrono sentieri di luce, di ombra, di ghiaccio e di rugiada
fino ad arrivare al mio corpo, fino a violentarmi.

Credono che il mio corpo sia loro proprietà
imprimendo i loro forti odori di petrolio nelle mie narici
i loro orribili sapori sulla mia lingua
il loro colore grigio cemento nei miei occhi.
Mille e ancora mille volte sono stata violentata
con pugnali avvelenati da piogge acide
con lame affilate da acque putride di fiumi, mari, oceani.

E il mio corpo diventa sempre più fragile,
sciogliendosi a poco a poco.
Non ho quella potenza che gli uomini mi attribuiscono
mi sento vecchia, sola, abbandonata.
Eppure un tempo ero bellissima
Tutti mi amavano, veneravano.
Tutti rimanevano estasiati dal mio corpo.
Mentre giravo intorno al sole
l'armonia sgorgava dal mio cuore
come gocce di miele di passione.

Mi vogliono mettere in catene
per potermi estorcere con la tortura i miei segreti.
Ma io sono libera
prima di tutti gli uomini e dopo tutti gli uomini.

Loro non sanno che io sono Gea, io sono la Terra
nata da una spirale roteante di gas, calore e luce
esplosa con una scintilla divina.
Loro non sanno che chi non mi ama mi seguirà nel mio tragico destino.
Perché loro sono una parte di me.
Perché loro sono la Terra.

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