La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Claudia Zavaglini
Non c’è che dire, è stata davvero un’estate “dialettale”, tante sono state le rassegne teatrali organizzate nel nostro territorio e dedicate interamente al teatro popolare in dialetto marchigiano. Qualche esempio? La XII edizione della rassegna Macerata e dintorni, la rassegna Dialetto per diletto, che ha avuto luogo all’esterno del centro commerciale Val di Chienti, la II edizione della rassegna Teatro ‘mpertinende all’Arena Barcaccia di Civitanova Marche, per dirne alcune. Le commedie dialettali non sono mancate nemmeno a Villa Cozza e nelle frazioni di Consalvi e di Villa Potenza né nei piccoli paesi dell’entroterra.
Anche uscendo dal territorio provinciale le rappresentazioni si sono svolte quasi ovunque: pensiamo, ad esempio, alla rassegna inaugurata quest’anno a Monteverde, ad alcune delle rappresentazioni messe in scena all’Arena Villa Vitali di Fermo, ma anche alle singole commedie dialettali immancabili in genere nei programmi estivi dei piccoli centri. In particolare la rassegna di Monteverde, quest’anno alla prima edizione, ha avuto un successo di pubblico che ci pare la cartina al tornasole della popolarità che continua ad avere il teatro dialettale nelle sue forme, sia nuove che stereotipate. Se poi ci spostiamo in provincia di Ancona, si è appena concluso a Varano il Festival del Dialetto, nato nel 1970: un appuntamento tutto dedicato ai vernacoli che coinvolge il teatro e la poesia.
Anche le compagnie amatoriali prolificano in provincia di Macerata e nel resto della regione: Teatro Liolà di Cingoli, Briciole d’arte di Montefano, Il Sipario di Jesi, Li Graziusi di Tolentino, la neonata Compagnia dell’Arte Rubetana di Monte San Martino e poi il Gruppo dell’Arco Fermano, gli Amici del Teatro Fermano, la Filodrammatica dialettale Firmum, Il Murello di Montelparo, La Nuova di Belmonte, Li Freciute di Ascoli Piceno, gli Indimenticabili di Amandola e tante altre.
In un momento di così chiaro successo del teatro in dialetto marchigiano, auspichiamo che le compagnie siano capaci di andare oltre la concezione della messa in scena come puro intrattenimento e strappa-risate e che proprio loro, le più vicine al sentire popolare, sappiano sfruttare tutte le potenzialità insite nel fare teatro per portare al pubblico anche spunti di riflessione su tematiche legate al contesto odierno. Il teatro dialettale è fiorente, ma per essere anche fruttuoso non può restare legato ad epoche ormai concluse: può restarvi legato nella misura in cui vuole rinnovare nelle coscienze il ricordo di altri tempi, ma se davvero vuole incidere sulla coscienza degli spettatori deve sapersi fare attuale e provocatorio. La commedia dialettale più vera, ne siamo convinti, non è fatta solo di riso ma . . . castigat ridendo mores.