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di Debora Fiecconi
Venerdì 8 aprile avrà luogo il terzo appuntamento di “No man’s Island- Solitudini da osservare”, la rassegna permanente di Drammaturgia e Critica patrocinata dal Comune di Macerata.
L’appuntamento dal titolo “Soggettivo. Parole, immagini e corpi che danzano su se stessi” si divide in tre sezioni: Voci, Foto, Danza.
La direzione artistica dell’evento è affidata a Fabrizio Baleani e Matteo Ripari, Silvia Vagnoni si occupa del coordinamento e l’organizzatore della rassegna è Nessunteatro.
Per la sezione Voci alle 17.30, al teatro Lauro Rossi (Sala Beniamino Gigli), si terrà la lezione di monodrammaturgia “Appunti per un monologo” a cura di Daniele Timpano.
Le mostre “A nudo” di Eleonora Castelli e “Ecce Ancilla Domini” di Chiara Petroni, esposte dalle 19.30 al Teatro Don Bosco vanno a comporre la sezione Foto.
Per la sezione Danza andranno in scena, alle 21.00 al Teatro Don Bosco, “Kalsh” e “Cantando sulle ossa(primo studio)” di Francesca Foscarini, in esclusiva regionale.
Il costo di ingresso di ogni singolo spettacolo è di 8€.
Gli incontri pomeridiani sono ad ingresso gratuito.
Info e prenotazioni: 329 7020664 – info@nessunteatro.it
Per la sezione Voce Daniele Timpano svelerà i segreti per l’esecuzione di un ottimo monologo attraverso una lezione di monodrammaturgia. L’interprete si colloca nel filone del teatro di narrazione e viene annoverato da alcuni critici nella cosidetta non-scuola romana. Vanta un ampio curriculum nel campo teatrale, ha lavorato in varie compagnie della scena indipendente romana, ha recitato insieme a Michelangelo Ricci, Carlo Emili Lerici e Massimiliano Civica. Inoltre come autore è stato finalista del premio Napoli Drammaturgia in Festival 2001.
Al pubblico è maggiormente noto per gli spettacoli di cui è sia autore che interprete come “Profondo Dispari”, “La vita è una fontana che puzza di piedi”, “Dux in scatola”, “Ecce Robot!”, “Risorgimento pop”, “Oreste”.
Tra le sue pubblicazione ricordiamo: “Ecce Robot!Cronacadi un’invasione”in Debora Pietrobono, “Senza corpo-voci dalla nuovascena italiana”,Minimum Fax, 2009.
Ad animare la sezione foto sono due artiste, la prima, Eleonora Castelli, con la sua mostra “A nudo”, è una fotografa professionale free-lance e fa parte del gruppo “Oneeyeland” composto da fotografi creativi internazionali. Tra le sue varie esperienze ritroviamo la fondazione del gruppo di aggregazione per giovani artisti “Effe64.com” e la cura di numerose campagne pubblicitarie, si dedica anche alla fotografia di scena.
La seconda, Chiara Petroni, che esibisce la mostra “Eccer Ancilla Domini”, è una storica della filosofia moderna e traduttrice. Una delle attività lavorative più significative è la cura della prima edizione italiana di TH D’Holbach “Lettere a Eugenie” nel 2009, per la collana di arte e pensiero diretta da Fabrizio Baleani per l’ orecchio di Van Gogh. Inoltre ha partecipato a diverse conferenze e vari convegni nazionali, dove ha affrontato la questione della necessità di una morale atea.
La protagonista della sezione danza è Francesca Foscarini, una danzatrice e coreografa indipendente. Importanti per la sua formazione artistica sono state le esperienze professionali con Aldes di Roberto Castello (Il migliore dei mondi possibili 2000-2003), Sonia Brunelli (ANNA 2008), Sara Wiktorowicz (Grandmother 2008). Inoltre nel 2010 prende partecipa al progetto internazionale di ricerca coreografica Choreoroam sostenuto da Operaestate Festival Veneto, The Place (UK), Dansateliers (NL), Dansescenen (DK), Teatro Pradillo/Certamen de Madrid (ES), Dance Week Festival (HR).
Alla messa in scena del suo spettacolo Kalsh hanno collaborato Simone Sonda, che si è occupato delle elaborazioni musicali e del disegno delle luci, e Federica Todesco che ha realizzato i costumi.
Kalsh è stato finalista al GD’ A Veneto nel 2009 ed è stato selezionato alla Vetrina della giovane danza d’autore-Network anticorpi XL.
In questa esibizione attraverso l’esecuzione dei passi di danza si indaga il tema dell’abbandono, che viene interpretato da un lato come rinuncia, riduzione della presa sul mondo e il conseguente sprofondare al suolo. In opposizione a questa condizione, vi è la volontà di rialzare quel corpo che sembra che sembra aver dimenticato la posizione eretta, ma che conserva la memoria di un livore e una condanna da sputare al momento giusto. In effetti Kalsh deriva da “kalashnikov”, un’arma che rende combattente anche una scimmia.
Per la seconda esibizione, Cantando sulle ossa(primo studio), Francesca Foscarini si è avvalsa della consulenza drammaturgica di Andrea Narsi.
Cantando sulle ossa( primo stadio) affronta il tema del controllo, la fuga da esso, dalla gabbia d’oro in cui sono incastonati uno per uno quelli che sembrano essere i punti fermi. La perdita dei punti di riferimento fa scaturire una danza disordinata e informale alimentata dal ricordo di forme chiare e nitide, ora distorte, invecchiate, violentate. Si va cercando la giusta collocazione da dare al corpo, a quel corpo di cui rimangono solamente le ossa, tintinnanti come vetri.