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Toccare l’arte: il successo del Museo Tattile Omero di Ancona

23-12-2008

di Francesco Barbabella

Non è facile pensare ad un museo dove, una volta entrati, le opere possano essere toccate e accarezzate, concludendo nel tatto quell’esperienza estetica che non può, alle volte, fermarsi alla sola vista. Se per molti questa sarebbe una ulteriore possibilità nella fruizione delle opere d’arte, per alcuni l’esperienza tattile costituisce l’unico strumento di accesso alle arti plastiche come la scultura.

Per coloro che soffrono di problemi alla vista (ipovedenti) e per le persone non vedenti, l’unica chance di avvicinarsi concretamente all’arte è rappresentata dai percorsi tattili che pochi musei italiani hanno allestito negli ultimi decenni. Esiste tuttavia un esempio di museo tattile, concepito e realizzato proprio in funzione di ipovedenti e non vedenti: si tratta del Museo Tattile Statale Omero di Ancona.


Nato nel 1993, il Museo Omero espone molti e diversi oggetti artistici che possono essere toccati e ammirati con mano: reperti archeologici originali (dalla Preistoria all’epoca Tardo classica), modelli in scala di capolavori dell’architettura antica (come il Partenone, il Pantheon, la Basilica di San Pietro, il Duomo di Ancona e quello di Firenze), copie e calchi di sculture dell’arte classica e moderna (tra gli altri, la Venere di Milo, la statua di Aulo Metello, la Venere Italica di Canova e molte riproduzioni delle sculture di Michelangelo), e perfino opere originali d’arte moderna e contemporanea (da Felice Tagliaferri a Luciano Dionisi, da Floriano Bodini a Roberto Papini e Vittorio Morelli).


La novità e il successo del Museo Omero hanno consentito di organizzare diverse mostre, anche internazionali: dopo quella di Spalato, in Croazia, nel 2005, si sta tenendo in questi giorni la mostra “Umano Divino” in Repubblica Ceca. L’esposizione è curata dall’architetto Massimo Di Matteo e presenta al pubblico ceco una ventina di opere del Museo Omero, che può vantare anche collaborazioni con il Louvre di Parigi ed il British Museum di Londra: a quest’ultimo il Museo ha prestato, qualche mese fa, il modellino del Pantheon di Roma per una mostra sull’imperatore romano Adriano.


Il 2009 porterà grandi novità per il Museo, forte dell’apprezzamento ottenuto in questi anni: la sede del Museo Omero verrà infatti spostata all’interno della Mole Vanvitelliana di Ancona, dove avrà a disposizione ben 2.300 metri quadrati (triplicando la grandezza del Museo attuale) per le collezioni, gli uffici, i depositi, ma anche per nuovi laboratori, un’aula didattica ed una biblioteca. Come partner del Museo Omero si è offerta l’azienda iGuzzini Illuminazione, il cui scopo è lo sviluppo delle tecnologie funzionali a migliorare la percezione visiva delle opere da parte degli ipovedenti.

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