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di Marinella Bosi
Per chi ama la lettura è sempre piacevole trovarsi faccia a faccia con uno scrittore. Ma si resta davvero stupiti quando, durante una presentazione di libri, si scopre che l’artefice del romanzo è una persona già incontrata tante volte. E’ con meraviglia, quindi, che ho riconosciuto nell’autore di “Sud 1982” Adrian Bravi, bibliotecario del Centro di Ateneo per il Sistema Bibliotecario, originario dell’Argentina, che ci parla della sua ultima opera.
Di cosa tratta Sud 1982? Il romanzo racconta del ritorno di un ex-combattente, Alberto Adorno, dalla guerra tra Argentina e Regno Unito per le Isole Malvine, in una società che vuole dimenticare le vicende di cui egli è stato testimone. Nel 1982 la giunta militare argentina lanciò la sfida nazionalista delle Malvine, immaginando di poter ottenere un successo rapido e ritrovare i consensi persi. Invece il primo ministro britannico Margaret Thatcher decise di rispondere allo sbarco argentino con forze militari ingenti, portando gli inglesi alla vittoria. In Argentina non si poté creare un’iconografia della guerra a causa della censura governativa: non c’erano inviati o tv, ma solo i comunicati ufficiali, che avevano contenuto propagandistico e nascondevano la verità sulla situazione dell’esercito, lasciato allo sbaraglio. Al suo ritorno Alberto trova una società che si è lasciata alle spalle i desaparecidos della dittatura e i morti delle Malvine. Si parla di “smalvinizzazione”, di una vera e propria pulizia della coscienza collettiva. La guerra era stata combattuta solo dai soldati, lontano, e non aveva riguardato tutta la popolazione, come nel ‘900 in Europa. Così gli ex-combattenti non riuscivano ad inserirsi tra le persone che non sapevano cosa avevano vissuto, ed erano marchiati dalla colpa di non essersi riappropriati di quelle isole. Nel libro le esperienze di Alberto sono attraversate da quelle di chi gli sta intorno (il padre, la fidanzata, l’amico scrittore, ...). I contrasti presenti nella narrazione richiamano la divisione, nella mente del protagonista, delle persone tra “malvinizzate” e “smalvinizzate”: più il mondo che lo circonda si smalvinizza, più lui si malvinizza ricordando la guerra.
Quanto della storia del tuo Paese c’è dietro la vicenda raccontata? Ci tengo a precisare che il libro non ha la pretesa della ricostruzione storica della vicenda delle Malvine. “Sud 1982” è un libro di narrativa, che ha come sfondo la guerra e il contesto di cui abbiamo parlato. Vuole raccontare il ritorno alla società di un ex-combattente.
Ci sono spunti autobiografici? Mi piace parlare di “autofinzione”. Il romanzo autobiografico si presenta come un ossimoro: il “romanzo” attiene all’immaginazione, alla creatività, la “biografia” è qualcosa di vero, fedele ai fatti. In “Sud 1982” ci sono alcuni tratti che richiamano direttamente la mia vita (come il trasferimento in Italia), altri carpiti dai racconti degli ex-combattenti e altri inventati. E’ un libro che gioca con le proprie possibilità.(foto tratta da www.edizioninottetempo.it)