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Stefano Campetella: io e il Che

25-11-2008

di Tiziana Sagretti

Cena amichevole a casa di Marcella.
Tutti carissimi amici, buonissima cucina, bella casa, tutto perfetto, atmosfera rilassata e gioviale.
Non conosco solo uno degli invitati, un uomo alto, distinto, occhi chiari.

Una di quelle persone che esprime simpatia al primo sguardo e che ti fanno sentire a tuo agio, come se lo conoscessi da sempre. Me lo presentano. Ciao! Io sono Stefano Campetella. La sua età, che ho individuato intorno ai sessanta, mi invita a rispondere con un cordiale: “buonasera”, ma il “lei” ha lasciato subito posto all’amichevole “tu”.
Si parla un po’ di tutto.
I miei vecchi amici, sono sempre gli stessi, adorabili, e Stefano con tatto ed eleganza, si lascia conoscere. Intanto ho capito, ma solo per rivelazione di Marcella, di aver individuato male la sua età: di anni ne ha ottanta, è maceratese, è un ingegnere, ha girato il mondo, corre troppo con la macchina e ha la vitalità di un ragazzo. Fra l’altro, mi dice di aver scritto un libro dal titolo Incontri con il Che e che lo presenterà giovedì 27 novembre alle 17 nella sede della Biblioteca Statale di Macerata in Via Garibaldi, 20. Nel libro, Stefano, racconta l’intreccio di un sua vicenda privata, con un avvenimento tra i più rilevanti del Novecento: la conoscenza con Ernesto Che Guevara, avvenuta in seguito all’entrata all’Avana di Fidel Castro l’8 gennaio 1959 e all’avvento della dittatura del líder máximo. Il Libro non affronta e non si addentra in giudizi politici, ma narra l’incontro di due uomini che si conoscono, inizialmente per motivi professionali, ma che ben presto diventano amici. Nasce tra i due una stima reciproca ed un fitto scambio di opinioni. Una storia amichevole ed intensa.
Certo, l’incontro con me non passerà alla storia, né fra le righe di un libro, ma al termine della cena, ci siamo salutati come due vecchi amici ed ho la netta sensazione che Stefano abbia anche tante altre belle storie da raccontare.

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