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di Francesco Barbabella
La cantante statunitense Odetta Holmes è morta lo scorso 2 dicembre a New York al termine di un periodo di ricovero ospedaliero. A causarne il decesso è stata una crisi cardiaca, che la donna, ultrasettantenne, non è stata in grado di superare.
Il suo ultimo concerto in Europa risale al 14 giugno 2008, quando si esibì all’Arena Sferisterio di Macerata durante una delle serate finali del Musicultura Festival. In una serata fredda e ventosa, accompagnata sul palco sulla sedia a rotelle a cui era da tempo costretta, Odetta regalò ancora una volta al suo pubblico emozioni vere (si veda l’esibizione del classico “The House of the Rising Sun”): la sua performance rimane probabilmente uno dei momenti più alti in assoluto per il festival.
Nata nel 1930 nello stato dell’Alabama, la sua vita è stata segnata dall’incontro con la musica popolare afroamericana. Diplomata in musica classica e teatrale, appena ventenne Odetta cominciò una carriera musicale da professionista, imparando a suonare la chitarra ed esibendosi nei folk club di San Francisco. La sua straordinaria voce, dal timbro profondo, fu il mezzo con il quale seppe mescolare al meglio diversi generi, tipicamente radicati nelle comunità afroamericane, come il folk, il blues, il gospel, le canzoni di lavoro. Il suo immediato successo le permise di attraversare gli Stati Uniti di concerto in concerto, e di registrazione in registrazione, visto che sono stati più di venti gli album pubblicati dalla cantante nella sua carriera. La sua produzione ispirò molti giovani artisti dell’epoca, come Bob Dylan e Janis Joplin, che ammisero esplicitamente la sua influenza nella propria musica.
Odetta è stata anche una importante figura storica delle lotte per i diritti civili: fu lei a cantare l’inno “O Freedom”, tradizionale canto degli schiavi afroamericani, il 28 agosto 1963 a Washington, durante la marcia contro la discriminazione razziale. Proprio la stessa marcia che si concluse con il famoso discorso di Martin Luther King “I Have a Dream”. Il suo impegno in promozione dei diritti civili fu costante e intenso per tutta la vita, trovando nella musica la sua realizzazione artistica ed il suo mezzo di diffusione privilegiato.