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di Claudia Zavaglini
Dopo il debutto avvenuto nel dicembre del 2008 e varie tappe nei teatri della nostra provincia e in quella di Fermo, finalmente il 25 novembre la Piccola Orchestra Marchigiana delle Residenze Musicali ha portato il suo Poeta de Andrè a Macerata.
Lo spettacolo è stato organizzato grazie al contributo dell’Università di Macerata ed ospitato nel Teatro Don Bosco, dove è stato registrato probabilmente il tutto esaurito, tanta è stata l’affluenza di pubblico.
Poeta de Andrè è nato da un’idea di Francesco Concetti - cantante, musicista e curatore della scenografia – e si presenta non soltanto come un contributo di alto livello al cantautore genovese, ma anche come un sentito omaggio all’amica Silvia Zucconi, morta in un incidente stradale.
La Piccola Orchestra Marchigiana delle Residenze Musicali è composta in gran parte da musicisti giovanissimi diplomati o diplomandi al conservatorio ed è ricca di sonorità diverse – strumenti a fiato, chitarre, percussioni, basso, contrabbasso, tastiera, violino, ecc.
Il repertorio ha visto l’alternarsi di brani più classici e brani meno conosciuti (tratti soprattutto da La buona novella, Anime Salve e Creuza de mä) e si è chiuso con il bellissimo inedito “Neutte”, ispirato ad un frammento di Alcmane, rimasto incompiuto nei taccuini di Fabrizio De Andrè e interpretato poi da Mauro Pagani (Nuovi approdi, 2004).
Ad arrangiamenti più classici se ne sono accostati altri meno usuali e davvero efficaci (bellissimo quello in stile jazz de “La ballata dell’amore cieco”).
Non possiamo non fare alcun cenno alla scenografia, pensata da Francesco Concetti e curata in tutti i dettagli; ci svela Francesco: “L'idea era quella di creare una situazione familiare, in cui il pubblico si sentisse "a casa" come con degli amici che cantano le canzoni di Faber. Tutto è nato dal fatto che mi è sembrato che nelle vecchie tourneè di de Andrè le scenografie creavano sempre un certo distacco tra palco e pubblico, perché molto maestose, in altezza, in contenuti... azzarderei un po' "austere". Così abbiamo pensato di ridurre questa distanza. Ed ecco l'idea del salotto di casa, più confortevole, con poltrone, divani e librerie”.
Ma la scenografia non è che uno degli elementi per così dire “azzeccati”: infatti tutto, davvero tutto, in questo spettacolo sembra essere appropriato, o, in un’altra parola, giusto.
Per ora non ci sono altre date in programma, ma ci auguriamo vivamente che la Piccola Orchestra porti presto di nuovo il suo De Andrè alla gente.
Poeta de Andrè è uno spettacolo davvero suggestivo e dimostra come anche in territori come il nostro sia possibile realizzare concretamente un sogno del genere e condividerlo con gli altri.