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PFM e la reinvenzione della musica d'autore

25-08-2008

di Diego Cacchiarelli

Giovedì 4 settembre, l'Arena Sferisterio di Macerata ospiterà nuovamente la PFM con uno spettacolo tutto dedicato a Fabrizio De Andrè. Non si tratta di un'operazione commerciale di dubbio gusto, la Premiata Forneria Marconi non solo porta in scena uno spettacolo più che godibile, ma, per dirla tutta, questo gruppo di attempati musicisti è stato l'elemento che ha fatto la differenza per De Andrè e per tutto l'ambiente della musica d'autore italiana. Ecco come...

Della grande stagione dei cantautori degli anni '70, è arrivato alla nostra epoca un corpus omogeneo di testi e musica molto curati ed equilibrati tra loro, ma la realtà di quegli anni era ben diversa. Finiti i “favolosi anni '60”, nella musica tutti si prendevano molto sul serio e di conseguenza i nostri cantautori, come anche i loro colleghi stranieri, producevano testi ispirati e profondi senza, però, particolare attenzione agli arrangiamenti. De Andrè non fece eccezione e i suoi primi album non brillarono certo per ricchezza e cura musicale. La svolta parte nel 1978 con l'album Rimini grazie alla collaborazione con l'artista Massimo Bubbola, che instrada De Andrè verso sonorità più americane e arrangiamenti più curati. Ma il vero punto di rottura con la tradizione avviene proprio grazie alla PFM.

La PFM, dopo aver vissuto da star internazionali l'ondata progressive dei primi anni '70, stava cercando nuovi stimoli artistici. L'incontro con De Andrè fu la scintilla di un nuovo fuoco. In Sardegna, Di Cioccio, batterista e frontman della Premiata, propose al cantautore genovese un tour insieme e, nonostante la riluttanza di De Andrè verso le esibizioni live, la cosa prese corpo. Il tour che ne seguì fu un grande successo di pubblico e di critica, che diede vita a due dischi rispettivamente “In concerto con PFM vol. 1 e vol. 2” registrati a Bologna e Firenze nel gennaio '79.

L'originale approccio musicale generato dalla PFM fu assolutamente determinante per quegli anni e per tutti gli anni a venire della musica d'autore italiana, tanto che già nel 1979 Guccini partì in tournée con i Nomadi dando vita a un buon disco con sonorità più rock del “solito Guccini”. Ascoltare oggi i grandi classici di De Andrè come Il Pescatore, La Guerra di Piero, La Canzone di Marinella, equivale ad ascoltare la versione pensata e suonata dalla PFM; il grande pubblico forse non ha mai nemmeno sentito le versioni originali di questi pezzi. Lo stesso De Andrè nei suoi concerti successivi, pur con altre formazioni, ripropose in forma praticamente invariata quei geniali arrangiamenti.

L'invito è, quindi, a recarsi allo Sferisterio per ascoltare questi straordinari artisti nell'ennesima dichiarazione d'amore e d'affetto per il grande Fabrizio De Andrè. Entrate in arena, chiudete gli occhi, aprite il cuore e fatevi guidare dal basso freetless di Djivas in Giugno'73 o fatevi rapire dall'assolo di chitarra di Mussida in Amico Fragile o ancora, volate col violino di Lucio Fabbri ne Il pescatore. Sarà una serata indimenticabile.

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