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Paesaggio come vita

27-04-2009

 “Io, dentro il mio dipingere metto il piacere di trasformare in pittura la bellezza del mondo usando i graffi del disegno come antiche cicatrici di un volto, i solchi del pennello, la sapienza dell’impaginazione, la capacità di leggere con gli occhi le stratificazioni e le relazioni presenti nella natura”
Tullio Pericoli

È stata inaugurata sabato 21 marzo la personale mostra di Tullio Pericoli nella Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli, Osvaldo Licini. "Sedendo e mirando, i paesaggi" (1966-2009) è il titolo dell'esposizione curata da Elena Pontiggia.

L’arte di Tullio Pericoli rappresenta il ritorno al luogo d’origine, dove l’artista è nato. Egli è, quindi, partito per la città di Milano e poi è rientrato per raccontare il suo percorso. Il paesaggio marchigiano è, allo stesso tempo, sfondo e protagonista di ogni opera: compenetrazione autentica tra natura e sentimento. Un percorso cronologico, quello di Tullio Pericoli che consegna alla mostra un senso di cammino. Il primo quadro e l’ultimo sono disposti uno dietro l’altro, come a voler mostrare un cerchio che si chiude attraverso il paesaggio.
L’uomo non è mai ritratto, ma è presente e vivo nel paesaggio stesso, distorto, frammentato, mosso, pericolante, come in balia di una sottile inquietudine. Natura e uomo si confondono in un ibrido febbrile che provoca turbamenti, angosce. Dall’arte figurativa delle prime opere al colore scomposto, materico, dove ogni linea si spezza per confondersi con il resto. Un rapporto d’amore con il paesaggio sofferente, ricerca interiore ed esteriore, genialità sensibile.

L’eco delle colline, l’infinito cercare, una pittura, quella dell’artista ascolano reale, vera, viva, piegata e ferita, un’esplorazione di una geografia affettiva. Tutto questo con i colori che si distendono e si agitano. Ritorno alla matericità febbrile, linguaggio astratto, unità segnica nuova e frammentata, una capacità di leggere il territorio con animo sensibile, attraverso stratificazioni profonde, cicatrici del volto paesaggistico, strappi, graffi, superfici che modificano la forma. L’infinito essere nel tempo che scorre, un’impronta heideggeriana, della vita.

Questa mostra ci porta a guardare in modo diverso i nostri paesaggi, con occhio più intimo e vero. La bellezza della natura, attraverso la maestria di Tullio Pericoli, ci consegna frammenti di vita che rimangono impressi nell’animo. La bellezza è ovunque, l’arte lo dimostra ancora una volta, e sendendo e mirando […], naufragar m’è dolce in questo mare.
(Nella foto: Tullio Pericoli, Vista sulle colline, 2007) 

SEDE Galleria d’Arte Contemporanea – C.so Mazzini 90 – Ascoli Piceno
ORARI: continuato 10.00-19,00; giorno di chiusura lunedì
BIGLIETTO 6 euro (intero) - 4 euro (ridotto)
CATALOGO SKIRA - Testi di Elena Pontiggia, Stefano Papetti, Arturo Carlo Quintavalle, Antonio Tabucchi
INFO 0736/277552
dal 21 marzo al 13 settembre

Copyright © Università degli studi di Macerata