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Otello, la tragedia della parola

14-12-2009

di Claudia Zavaglini

Il 2 e il 3 dicembre il Teatro Lauro Rossi ha ospitato il secondo appuntamento per la stagione di prosa 2009/2010, Otello, di William Shakespeare, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche con il Teatro Eliseo – Nuovo Teatro, per la regia di Arturo Cirillo e già presentato, con grande successo, ad Ancona, Bari, Napoli, Città della Pieve e San Benedetto.

Cirillo fa dell’Otello una lettura molto interessante, basata sulla traduzione ancora inedita della poetessa Patrizia Cavalli, che avrebbe reso l’originale shakespeariano “più libero e moderno”. Lo spettacolo vede in scena il regista stesso (Iago), Danilo Nigrelli (Otello), Monica Piseddu (Desdemona), Sabrina Scuccimarra (Emilia), Salvatore Caruso (Doge, Montano, Bianca), Michelangelo Dalisi (Cassio), Rosario Giglio (Barbanzio, Araldo, Lodovico) e Ludovico Saltarelli (Roderigo).

L’azione scenica ruota intorno al tessitore di inganni Iago, che, con le sue parole (Cirillo stesso, nelle note di regia, definisce l’Otello “tragedia della parola”) porta Otello alla gelosia, alla pazzia, all’uccisione dell’amata Desdemona ed infine al suicidio.
L’Othello di Cirillo potrebbe essere confrontato, per certi aspetti – come la centralità di Iago – con la rivisitazione di Shakespeare fatta da Davide Battistelli in O. like Othello e presentata da La piccola ribalta di Pesaro. In O like Othello – rappresentato al Teatro La Fenice di Amandola lo scorso 21 novembre – la storia del dramma di Othello è raccontata dai fantasmi di Iago ed Emilia e il vero protagonista non è Othello, ma proprio Iago.
Per maggiori informazioni sull’Otello di Arturo Cirillo, molto apprezzato dal pubblico e ben accolto dalla stampa, è possibile consultare il sito del Teatro Stabile delle Marche.

Alcune delle prossime date: Bologna, Teatro Duse (17 – 20 dicembre); Roma, Teatro Eliseo (12 – 24 gennaio 2010); Torino, Teatro Gobetti (9-14 febbraio 2010); Reggio Emilia, Teatro Ariosto (22 e 23 febbraio 2010).

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