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Osvaldo Licini, tra Marche ed Europa

21-10-2008

di Giorgio Cipolletta

Astrattismo, post-impressionismo, fauve, sfumature artistiche. Tra l’astrattezza della realtà morandiana e le pennellate puntiformi di Paul Klee, nasce la figura di Osvaldo Licini.

Artista marchigiano, ispiratosi al surrealismo fantastico, richiama con forza le sue radici locali, la sua terra in un contesto europeo. A cinquant’anni dalla sua morte (1894-1958) due grandi mostre: una ad Ascoli Piceno, presso la Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini, e l’altra a Monte Vidon Corrado, presso il Centro Studi Osvaldo Licini. Entrambe resteranno aperte dal 18 aprile al 4 novembre 2008. Le Marche celebrano così l’ “Anno liciniano”.

La mostra monografica Osvaldo Licini Dalle Marche All’europa si tiene al Polo Culturale di Ascoli Piceno, presentando una produzione pittorica con circa sessanta dipinti provenienti da numerosi musei italiani e da collezioni pubbliche e private, selezionati da diversi curatori della mostra Stefano Papetti, Elena Pontiggia ed Enrica Torelli Landini. Un totale di più di 100 opere, suddivise in base alle diverse fasi di produzione.

La seconda mostra dedicata all’artista: Osvaldo Licini da Monte Vidon Corrado. la stagione dei paesaggi: i dipinti, i disegni, l’epistolario, invece si tiene nel Centro Studi Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado. L’esposizione sposta l’attenzione al primo periodo dell’artista marchigiano dove gli affetti e la vita privata si riflettono sulle sue opere. Una mostra questa, documentaria, fotografica e pittorica centrata sulle opere di paesaggio, naturale e umano.

Nella stessa abitazione del pittore (dove si conservano due affreschi, le uniche due Picture parietali di Licini) è visitabile con guida e contiene alcune ambientazioni ricostruite con fotografie e racconti d’epoca. Una sorta di casa-museo per ritrovare le tracce del suo lavoro, e magari scoprire risvolti inediti. Osvaldo Licini sfiora l’arte italiana del Novecento, offrendo una ricerca solitaria tra soluzioni figurative e spaziali inconsuete. La ricerca dell’anima della pittura è la “missione” che il pittore marchigiano porta in viaggio nell’Italia del Futurismo, delle avanguardie, dell’astrattismo, per poi oltrepassare i confini nazionali ed entrare con successo in Europa. Amico di Picasso, Cocteau, Modigliani. La sua poetica pittorica trova consenso anche a Parigi (esponendo in tre “Salons d’Automne” ed in altrettanti “Salons des Indipéndants).

Essenzialità del colore e del segno tra paesaggi, ritratti, nature morte sino a sconfinare nel mondo fantastico. Con le due mostre in memoria di Osvaldo Licini, si riconsegna alle Marche l’importanza artistica di un periodo, valore aggiunto per una terra viva di cultura e arte.

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