La foto del mese
Foto di Pixelmatica Macerata

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di Claudia Zavaglini
Non sono tardati a giungere i riconoscimenti per Luca Giustozzi, in arte Mesco, fotografo tolentinate dallo spiccato talento artistico, reduce da una sfilza di importanti concorsi di cui spesso è stato il vincitore. Lo abbiamo intervistato.
Luca, innanzi tutto, cos’è per te la fotografia?
“La fotografia per me oggi è una vera e propria ragione di vita. E’ la mia passione principale, una passione che mi fa star bene, che mi dà la possibilità di esprimere totalmente me stesso. E' stata la prima cosa nella vita ad avermi regalato delle emozioni e delle gioie così intense come nessuna attività svolta prima.”
Una domanda un pochino interessata, visto che io amo il campo in cui lavori. Quali prospettive ha secondo te oggi un amante della fotografia?
“Non saprei, sinceramente. Di sicuro è un campo molto competitivo: ogni giorno, infatti, siamo sommersi da milioni di immagini, per questo farcela non è assolutamente facile, ma forse è proprio perché non lo è che lo trovo ancora più stimolante.”
Secondo te il nostro territorio, per un fotografo, è un punto a favore o a sfavore?
“Sinceramente non credo che sia molto favorevole alla nostra professione. Pochi fotografi hanno puntato alla ricerca della qualità, mentre la maggior parte si è un po’ lasciata andare e poi con l'avvento del digitale la crisi ha colpito nettamente chi non è stato capace di sviluppare in maniera più forte professionalità e qualità. Inoltre, il nostro è anche un territorio che, con le sue piccole e medie imprese, crede poco nell'importanza della comunicazione. Per questo fare fotografia a grandi livelli è sempre abbastanza difficile. Io nel mio piccolo cerco di non scoraggiarmi e di andare costantemente avanti sulla strada che ho scelto. Probabilmente, se mi fossi trovato a operare in un ambiente diverso, avrei già ottenuto buoni risultati anche a livello economico. Col duro lavoro, però, sono sicuro che arriveranno anche qui.”
A livello nazionale, invece, qual è la situazione?
“Questa è una domanda davvero difficile. Nel campo dove sono apprezzato di più in assoluto a livello nazionale e mondiale, a livello cioè paesaggistico, direi che non siamo messi molto bene. In generale, tuttavia, in Italia ci sono grandissimi fotografi impegnati nei settori della moda, del ritratto, dello Still Life, della natura. Il paesaggio viene un po' sottovalutato e fotografato sempre alla stessa maniera. La cultura fotografica, ovviamente, è più sviluppata nei grandi centri abitati ma, come in tutte le cose, è facile lamentarsi. Bisogna costruire: proprio perché credo che sia possibile, quest'anno ho dato vita a una associazione culturale dedicata alla fotografia, con lo scopo di promuovere la fotografia in qualsiasi campo.”
Quali fotografi ti hanno ispirato o continuano ad ispirarti?
“Sono molti. Per la maggior parte si tratta di fotografi anglosassoni e americani; gli italiani che veramente ammiro sono pochi, ma tra questi sicuramente Berengo-Gardin, forse uno dei migliori paesaggisti mai esistiti in Italia, Ferdinando Scianna e il mai abbastanza compianto Mario Giacomelli, anche lui marchigiano. Ammiro il loro modo di vedere le cose, unico e irripetibile, la classe, lo stile e ciò che dicono su di loro e sulla fotografia. I paesaggisti da cui traggo più ispirazione sono Galen Rowell e Joe Cornish.”
Dei progetti per il futuro puoi anticipare qualcosa?
“In realtà sono abbastanza ambiziosi, per questo preferirei non parlarne, un po’ per scaramanzia. Ho iniziato a fotografare nel gennaio del 2007, per ragioni professionali legate alla mia attività di Graphic Designer, ma la fotografia mi ha preso sin da subito. Non ho fatto altro nel periodo estivo, quando il mio lavoro rallentava un po', che uscire con la fotocamera alle nove del mattino e restare a fotografare fino a sera. Quest’anno poi, nel portale di fotografia più importante del mondo e con più iscritti in assoluto, www.photo.net, in soli due mesi sono riuscito ad arrivare al 32° posto della classifica mondiale dei migliori paesaggisti di ogni tempo e primo in quella italiana. Sono andato ben oltre le mie aspettative e per questo, visto che sognare mi ha aiutato a migliorarmi costantemente, preferisco averli, sì, i sogni, ma tenerli per me.”
Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere…
“Io sono solo agli inizi di un percorso molto, ma davvero molto, difficile. Questo, però, per come sono fatto, è un bene: infatti sono molto testardo, odio perdere e, se decido di fare una cosa, preferisco farla come si deve, piuttosto che con mediocrità. Questo è uno stimolo costante a migliorarmi, sia come uomo che come fotografo, perché, proprio per citare uno dei maestri di prima, la fotografia è una cosa semplice, l'importante è avere sempre qualcosa da dire.”
Il sito www.mescophotography.com raccoglie molte fotografie legate ai campi più praticati da Mesco, dai matrimoni al paesaggio ai ritratti.