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Mc, senza strade, niente cultura

21-04-2009

di Paola Dezi

Una città con un enorme patrimonio storico-artistico sotto utilizzato, con un ambiente culturale di buon livello, forte sul versante della produzione culturale, grazie soprattutto all'alta formazione nonché alle produzioni teatrali e musicali.

Ma ci sono due nodi fondamentali da sciogliere : quello della viabilità e quello del mancato utilizzo di tanti monumenti ed edifici.

Macerata ha buone carte da giocare sul tavolo della cultura. Il bottino in palio sono occupazione e reddito da un lato e recupero di aree attualmente inutilizzate dall'altro. "Ma bisogna agire rapidamente, perché oggi siamo all'interno di uno scenario competitivo dove è possibile costruire un bene culturale molto velocemente. Negli ultimi anni molte città europee si sono riconvertite magnificamente in centri culturali per ragioni economiche". Sono queste le conclusioni tirate da Antonio Calafati, docente di economia urbana e analisi politiche pubbliche dell'Università Politecnica delle Marche, al termine della sua relazione esposta ieri durante il convegno "Macerata può diventare una città della cultura?" organizzato da Camera di commercio, Comune e Fondazione Carima.

Secondo il sindaco Giorgio Meschini e il vescovo Claudio Giuliodori, ci sono progetti in ballo che riqualificheranno la città, alcuni dei quali si stanno concretizzando. E' il caso del progetto di recupero dei "grandi contenitori" deliberato dal Comune nel 2001: Palazzo Buonaccorsi, "entro un anno – ha annunciato Meschini, contiamo di inaugurarlo parzialmente. Ma per gli allestimenti sono necessari molti finanziamenti, verranno eseguiti a stralci"; Biblioteca Mozzi Borgetti, "a cui è legato il progetto di pedonalizzazione della piazza e il recupero dell'ex Salone delle terme, che ospitava il museo della carrozza, per i quali sono stati ottenuti i fondi Fas"; Palazzo Trevi-Senigallia, "che potrebbe ospitare un museo multimediale su Padre Matteo Ricci".

Al recupero degli edifici da parte del Comune, si aggiungono i piani di miglioramento del patrimonio ecclesiale, che si snoda lungo il medesimo asse, da parte della Diocesi: il complesso Cattedrale – Madre della Misericordia, "il Duomo ha una bellissima cripta da valorizzare", ha ricordato monsignor Giuliodori; la chiesa di San Paolo, "che tramite eventi adeguati può esprimere un livello cultuale alto"; la chiesa di San Filippo, danneggiata dal terremoto del 1997 e per ila quale sono stati ottenuti finalmente fondi statali per il restauro, e quella di San Giovanni.

Il prorettore dell'Ateneo Luigi Lacchè ha ricordato, inoltre, il parco architettonico dell'Università, che ha restaurato e mantiene edifici suggestivi come l'ex Loggia del Grano, Palazzo Compagnoni – Delle Lune e Palazzo Ciccolini, e ha esortato: "La città dovrebbe valorizzare e fidelizzare di più i suoi studenti, che insieme ai docenti e agli erasmus sono opinion makers".

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