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di Federica Senigagliesi
All'interno dell'Altare della Patria – alias Vittoriano- di Roma, si trova uno dei cinque prestigiosi istituti storici italiani, l'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, fondato nel 1936. Come recita l'articolo 1 dello Statuto, suo compito principale è quello di “promuovere e facilitare gli studi sulla storia d’Italia dal periodo preparatorio dell’Unità e dell’Indipendenza sino al termine della prima guerra mondiale, raccogliendo documenti, pubblicazioni e cimeli, curando edizioni di fonti e di memorie, organizzando congressi scientifici”.
Oltre all'Archivio, composto da raccolte documentarie di vario tipo e da una sezione iconografica consultabile dal sito, fa parte dell'Istituto anche il Museo Centrale del Risorgimento, ubicato sempre all'interno del Vittoriano, l'imponente monumento inaugurato nel 1911 in memoria di Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia.
La visita inizia lungo la scalinata d'accesso che ospita incisioni allegoriche che illustrano i momenti preparatori del Risorgimento: la diffusione degli ideali della Rivoluzione Francese e le rievocazioni delle imprese napoleoniche.
Si continua accedendo nella prima sezione, dedicata ai principali protagonisti di quell'epoca: grandi teche conservano cimeli, dipinti e documenti legati a Garibaldi, Mazzini e Cavour, mentre altre sezioni parallele illustrano figure della storia dell'Ottocento. Il pezzo forte di questa sezione è sicuramente lo stivale di Garibaldi, in cui è ben visibile il foro del proiettile che lo “ferì ad una gamba”, come recita la famosa canzonetta che tutti quanti conosciamo. Nella stessa teca espositiva sono contenuti il proiettile fatale, le garze con cui l'eroe fu soccorso e addirittura alcuni frammenti delle ossa colpite: vere e proprie reliquie laiche.
La galleria seguente propone invece due percorsi complementari e paralleli: da un lato sono narrate le principali lotte risorgimentali; dall'altro sono illustrati temi storici quali la Guardia Civica, il brigantaggio, la satira politica, le tecniche della figurazione storica nell'Ottocento (dai disegni alla fotografia), i cimeli/reliquia, il tricolore, le monete e le medaglie. Scandisce il percorso una selezione delle armi appartenute agli eroi risorgimentali: spade, carabine e fucili. C'è anche una (piccola) sezione dedicata al contributo delle donne: trini e merletti sì, ma tricolori; minuziosa oggettistica recante slogan pro-unitari; fitti dispacci epistolari tra le madri e le mogli che si facevano forza e si passavano informazioni a vicenda sui loro congiunti impegnati nelle aspre lotte.
Al centro del Museo è collocato l'affusto di cannone utilizzato nel 1921 per il trasporto della salma del Milite Ignoto e lungo le pareti sono disposte grandi tele illustranti le imprese delle Medaglie d'Oro, oltre a una serie di disegni e dipinti realizzati da alcuni pittori-soldato della Grande Guerra. Il percorso si conclude con una video-istallazione che rielabora fotogrammi tratti dal film Gloria (1934) girato dai cine-operatori dell'esercito italiano durante la guerra.
Visitare questo Museo è un buon modo per festeggiare il centocinquantesimo anno dall'unificazione del nostro Paese e per ripercorrere quelle fondamentali tappe che ci hanno portato ad essere oggi gli orgogliosi cittadini della stessa nazione.