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di Maria Rita Sciarrone
Volge al termine lo “Sferisterio Opera Festival”. Per gli addetti ai lavori il bilancio è più che positivo. Premiata anche quest’anno l’idea del direttore artistico Pier Luigi Pizzi di scegliere un filo conduttore che leghi le opere messe in scena. La Seduzione filo conduttore di quest’anno, l’Inganno quello della prossima stagione.
Si è scelto d’iniziare con Cleopatra, rendendo omaggio al suo compositore maceratese Lauro Rossi nel teatro a lui dedicato. Una Cleopatra senza precedenti, se si considera che non veniva rappresentata da circa un secolo. Poi è stata la volta della Tosca, per la regia di Massimo Gasparon, e della Carmen, affidata alla regia del premio Oscar Dante Ferretti. Ma c’è stato anche spazio per una seduzione diversa da quella femminile e corporea: in The Servant un domestico seduce il suo padrone in una sorta di duello psicologico, mentre in Resurrexi a “sedurre” è il volto di Cristo risorto.
A parlare di seduzione ci ha pensato il noto critico d’arte Philippe Daverio che, in un teatro gremito, si è prima definito “completamente inadatto a trattare questo tema perché non ho mai sedotto nessuno”, spiegando, poi, con umorismo e una verve travolgente, il suo concetto di seduzione iniziando con l’etimologia del verbo sedurre, dal latino se-ducere (portare a sé). D’aiuto al suo monologo sono poi stati gli esempi su seduttori noti al pubblico: l’Ulisse Omerico, che incarna una seduzione positiva, che non si accontenta di sedurre le donne ma fa altrettanto con il mare, gli dei e con l’intera umanità grazie alla sua arguzia e alla sua sete d’avventura perché, come ha spiegato Daverio, “la seduzione è un incrocio tra volontà di “seducere” e volontà d’avventura. Non a caso Cleopatra è la più incredibile, forse la prima avventuriera del mondo”; e citando Cleopatra, Daverio ha poi parlato della Seduzione che sfocia in tragedia. Per la sua seduzione innata, Cleopatra ha avuto, secondo il critico, il primato della femme fatale, riuscendo a sedurre due uomini come Cesare e Antonio, il quale, credendola morta, si toglierà la vita. L’unico a non farsi sedurre è stato Ottaviano.
L’amor cortese ha visto, invece, una donna più che non seduce ed è più una musa ispiratrice. E’ stato il caso, ad esempio, della Beatrice Dantesca. Lo stesso è avvenuto nel Rinascimento. La seduzione ricompare solo nell’800. Carmen è stata “quella che aveva diritto ai balli ma non ai lussi”. E il paragone con Cleopatra è d’obbligo. Il loro modo di sedurre è sostanzialmente diverso. “Carmen seduce perché non può farne a meno, Cleopatra seduce solo chi conta ed è fedele ai suoi amori”. La sua è più una seduzione per tornaconto, mentre quella di Carmen è fine a se stessa. “Le donne moderne – ha concluso Daverio- sono, quindi, eredi di Cleopatra. Gli uomini s’ispirano al tardo-Barocco, epoca in cui sono stati seduttori per eccellenza, con lo scopo di entrare in società e arrivare al potere”.
Tra tanti applausi - e qualche immancabile polemica - possiamo parlare di un evento che riscuote notevoli consensi anche da parte della critica, e che attrae ogni anno sempre più visitatori, creando un connubio vincente tra musica e turismo. (Nella foto, una scena della Carmen)